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Il Siena bello e impossibile, come Annalisa…di Daniele Magrini

Il Siena come Annalisa. Nel senso che la Robur era data per favoritissima della vittoria del campionato, così come la bella cantante della trasgressiva “Mon amour” lo è per il Festival di Sanremo in rampa di lancio. La cosa importante è che la Robur sta vincendo il campionato con baldanzosa sicurezza. Se poi l’affascinante Annalisa farà altrettanto, personalmente ne saremo contenti. Non vogliamo addentrarci oltre nel paragone sanremese, anche se di Annalisa potremmo a lungo esaltarne ogni dote, nonostante sia bella e impossibile, come il Siena.
Torniamo al calcio. Quel passo più lento appena accennato, culminato nel trittico dei pareggi con Lastrigiana, Firenze Ovest e Sinalunghese, a nulla è valso. Grazie alle due vittorie consecutive con Terranuova Traiana e Asta Taverne, l’avversaria più prossima al Siena, il Signa, è tornata a 12 punti di distanza. Non ci sono da fare calcoli o tabelle: dopo la doppia pausa del 24 marzo e 31 marzo per il Torneo delle Regioni e la Pasqua, il Siena potrebbe già aver concluso la sua traversata nel deserto. L’imbattibilità, la partita da recuperare, sono elementi aggiuntivi che corroborano una marcia già inevitabilmente trionfale.
La vittoria con il Taverne ha fatto vedere un Siena tornato brillante, rinvigorito dal successo precedente con il Terranuova, e brillante in ogni reparto. A cominciare da quelli davanti: Galligani arrivato in doppia cifra a quota 11 gol segnati e Boccardi con 7 reti, sono senz’altro sugli scudi. Ma non va dimenticato Granado. Domenica ha mostrato una straripante voglia di gol, con una vigoria fisica e una cattiveria costante nella ricerca della rete, che certamente rappresentano comunque un valore aggiunto, anche senza aver centrato la porta.
Se si fa un balzo nella parte opposta del campo, ecco il portiere Giusti, subito protagonista di un intervento non facile sul tiro di Discepolo che, proprio a inizio partita, avrebbe potuto mettere la sfida su ben altri binari. E poi, la sicurezza di Achy contro ogni avversario, merita di essere sottolineata.
La robustezza del centrocampo che ha in Lollo e Bianchi i perni di assoluta garanzia, trova in Masini quell’agilità in più che, pur ancora in mezzo al fango invernale (ma a Colle molto meglio) porta guizzi e fantasia.
L’analisi tecnica sui bianconeri rischia di essere ripetitiva, così lampanti appaiono i valori di categoria superiore. Le avversarie non hanno davvero alcun santo a cui potersi raccomandare. Potrebbero provare con San Marino. Che però da alcuni giorni ha ben altro da fare per evitare un altro scempio ai danni di chi il calcio continua ad amarlo, nonostante i vertici del pallone, i Tar e i Consigli di Stato. (Daniele Magrini)

Fonte: FOL