IL SIENA ALL’AVANGUARDIA: MACCHINA DELLA VERITA’ PER MONITORARE I GIOCATORI

IL SIENA ALL’AVANGUARDIA: MACHINA DELLA VERITA’ PER MONITORARE I GIOCATORI

C’è un giocatore seduto davanti a un computer e in un quarto d’ora deve rispondere a una serie di 60-70 domande: ogni volta che digita sfida il suo destino. Sì, perché anche il calcio si è dotato di una sua macchina della verità: è made in Italy (è stata brevettata dal professor Giuseppe Sartori dell’Università di Padova) e il Siena è l’unica società, nel panorama calcistico italiano, a possederla. Si trova nel centro Bodytech Mind. E’ presto detto quale sia l’importanza dello strumento: è in grado di verificare, in maniera scientifica, se un giocatore ha, in passato, fatto uso di sostanze dopanti o se mente sul suo reale stato di salute psico-fisica (se è effettivamente guarito da un infortunio o se simula una patologia). In questo senso, lo strumento è un mezzo di salvaguardia dell’investimento societario. Per inverso, però, può servire al calciatore che deve dimostrare se l’uso di sostanze dopanti addebitatagli con verifiche tossicologiche è stata consapevole o inconsapevole. Diversamente dalle macchine americane degli anni ’50, le risposte, non sono degli aggirabili ‘sì’ o ‘no’, ma presentano due diverse possibilità, frasi di senso compiuto come: ‘Non ho mai assunto sostanze dopanti negli ultimi due anni’. Il destino dell’atleta è legato ai tempi di reazione. Se è lento a rispondere, significa che non riesce a trovare nella memoria la traccia di quello che vorrebbe digitare. L’attendibilità (la macchina è stata testata su criminali) è del 91-93 per cento. Che possa prendere piede nel mondo del calcio oppure no, rimane comunque un’intuizione rivoluzionaria. Non è fantascienza, ma tecnologia a disposizione dello sport. Anzi, della Robur. L’unica squadra, per adesso, che la possiede (mentre altri – importanti – club, ne hanno già fatto richiesta…). (Angela Gorellini)

 

Fonte: Fedelissimo on line