Il ritorno di Varutti: “Farò di tutto per esserci domenica. Il passato? Le cose si dovevano fare prima, ma la storia ormai è chiusa”

Lo avevamo lasciato a quel 15 luglio scorso, quando impazzava all’ombra del Campo lo scontro dialettico tra Ponte da una parte e Morgia, staff e giocatori dall’altra. Mickael Varutti scelse noi come medium per far passare il suo messaggio, la sua verità, che differivano completamente da quelli del numero 1 bianconero. In due mesi e mezzo Varutti e il Siena hanno preso due direzioni completamente opposte. Due strade indipendenti che però si ricongiungeranno domani pomeriggio, in quel Rastrello dove sperava di giocare altre stagioni. Siena-Rimini non può essere una partita come le altre, per Mickael. “Quando entrerò in campo avrò i brividi” – si è confessato mercoledì sera su Antennaradioesse.

Di tutto per esserci – “Sto facendo diverse cure perché non voglio mancare a una partita che per me è importantissima. Farò di tutto per recuperare e stringerò i denti”.

Nessun favorito – “Non partiamo favoriti. Siamo due neopromosse con rose importanti e con lo stesso obiettivo iniziale, mantenere la categoria. Siamo partiti un po’ meglio noi, ma ci corrono solo tre punti, c’è solo una vittoria di mezzo. Il Siena ha un organico costruito per far bene, appena si sblocca farà il suo campionato”.

Equilibrio – “Non saprei dire chi sono le favorite. Abbiamo giocato con la Spal, una squadra molto bassa con una buona fase offensiva e che sfrutta le occasioni da gol che crea. Girone equilibrato, tutti possono vincere con tutti. Può benissimo vincere un outsider”.

Emozione grandissima – “Dopo una stagione non ci possono essere ricordi brutti. Ritornare al Rastrello è un’emozione grandissima, arriveranno i brividi. Speravo di giocare qui altri campionato e spero di tornare a Siena. Questa piazza non c’entra nè con la D nè con la C”.

La querelle con la società – “Le cose dovevano esser fatte prima, senza aspettare metà luglio prima di chiamare i giocatori. A qualcuno era stato detto dal presidente in persona che sarebbe stato riconfermato, ma non è stato più chiamato. Non si sapeva ancora se Morgia sarebbe rimasto, e quando è arrivato Atzori giustamente la prima cosa che ha fatto è stato riguardare le partite dell’anno precedente. Intanto il tempo è andato avanti, io ho aspettato un mese e ho perso tante chance; mi avevano cercato Spal, Matera e Lucchese. L’offerta del siena è arrivata tardi. Meno male è venuto fuori il Rimini perché le altre erano andate via. Avevo paura di rimanere senza squadra. Sono venuto qua, ma fino a quando non sono arrivato in ritiro il pensiero di rimanere a Siena l’ho sempre avuto. Mi è pianto il cuore a venir via da questa città. Ormai comunque è una storia vecchia, chiusa. Ho riparlato col presidente nella partita di Coppa a Prato, il rapporto fuori dal campo sarà di rispetto e di ammirazione reciproca”. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fol