Il ripescaggio visto da Mario Lisi

Il pressoché quotidiano parlare di “ripescaggio” del Siena a fine stagione non può che ispirare l’ennesima vignetta nell’intento, in questo tempo di sofferta pandemia, di parlare un po’ anche di altro, per quanto il calcio senese non ci dia attualmente particolari motivi per rallegrarsi… Da parte mia vorrei anche contribuire alla discussione sul tema “ripescaggi” sostenendo una tesi che a molti forse farà arricciare il naso ma che giudico tutt’altro che peregrina. Infatti l’ipotesi di poter ottenere a tavolino il tanto desiderato ritorno tra i professionisti è oggettivamente molto molto lontana; intanto perché bisogna qualificarsi per i play-off, poi vincerli, poi sperare nelle disgrazie societarie altrui, infine aspettare le decisioni federali. Una prospettiva che farebbe sicuramente passare al Siena l’ennesima estate di incertezza con il rischio concreto di allestire in ritardo la squadra e che questa, di conseguenza, possa poi rivelarsi inadeguata a vincere il campionato di serie D quanto a salvarsi in serie C. Insomma, personalmente preferirei chiudere a Piancastagnaio questo campionato anomalo e disgraziato con però il lato positivo di poter cominciare fin d’ora a programmare il futuro, purtroppo ancora tra i dilettanti in cui siamo precipitati dalla serie B senza mai essere retrocessi sul campo. Se questa dirigenza sarà capace di allestire una formazione vincente, però, è tutto un altro discorso….(Mario Lisi)

Fonte: FOL