Il ricordo di un grande tecnico e di una grande impresa: Ettore Mannucci e la promozione nel 1975-76

I più giovani lo conoscono solo di nome e se ne ricordano solo quando, come succederà sabato, il Siena giocherà a Pontedera, nello stadio a lui intitolato.

Ettore Mannucci è stato un grande personaggio nella storia del calcio italiano e in quella bianconera, nel nostro caso soprattutto come allenatore.

Nasce a Pontedera nel 1929 dove fa il suo esordio con la locale squadra che militava in Promozione,  nella stagione 1949-50, un esordio con il botto (27 presenze con 28 reti) che gli vale il trasferimento alla Pro Patria che allora militava in serie A. Quattro stagione con i lombardi, 76 presenze e 21 reti non passano inosservate e la Juventus decide di acquistarne il cartellino. L’avventura nella squadra cara agli Agnelli, dura poco, ma solo perché viene fermato dalla giustizia sportiva per un episodio, mai del tutto chiarito, avvenuto quando militava nella Pro Patria. Riprende alla scadenza dello stop con la maglia del Siena, nell’anno del famoso spareggio con l’Ozo Mantova, mettendo insieme 32 presenze e 6 reti. Poi Lucchese, Rosignano e ancora Lucchese fino al ritiro che avverrà nella stagione 1964-65. Inizia subito la carriera di allenatore guidando diverse squadre fino al 1969 quando approda sulla panchina bianconera e qui inizia un’altra storia. Mannucci è uno che sa di calcio, ma soprattutto un allenatore che cerca sempre di capire e confrontarsi con i giocatori che ha a disposizione. Tre stagioni tra alti e bassi fino all’addio. La storia sembra finita ma non è così. Ettore Mannucci, che nel frattempo aveva sposato una senese, ricomincia il suo pellegrinare sui campi di calcio fino all’estate del 1975 quando, Vittorio Beneforti, voglioso di ritornare in serie C, gli affida la Robur. Un campionato trionfale, bel gioco e cinismo, cattiveria e determinazione che portano il Siena al trionfo finale. Due anni di serie C e poi il nuovo distacco, questa volta definitivo.

Nel 1993, Ettore Mannucci ci lascia, ma il ricordo di quella impresa e il suo personale è sempre vivo e sabato nella sfida con il Pontedera e due giorni prima dell’anniversario della sua nascita (3 ottobre), sarà difficile non ricordarlo con affetto.  (Nicnat)

Fonte: FOL