Il Quadrifoglio senza petali di Giovanni Marrucci

Se c’è anche una sola eredità positiva che Antonio Ponte ha lasciato a Siena, quella corrisponde al concetto del quadrifoglio. Per quanto l’ex presidente bianconero lo utilizzasse in maniera strumentale, il ragionamento non fa una piega. Società, squadra, staff tecnico e tifosi a formare quattro petali. Che, per raggiungere obiettivi e traguardi, devono necessariamente rimanere uniti e in sintonia tra di loro.

Con l’avvento della famiglia Durio la parola quadrifoglio è passata di moda. Ma il concetto che vi stava dietro, per quanto banale, è rimasto attuale. E nel campionato in corso abbiamo assistito alla caduta definitiva dei quattro petali. Lo staff tecnico, nonostante l’avvicendamento tra Colella e Scazzola, non è mai stato capace con il suo lavoro di dare continuità alle prestazioni della squadra. I cui giocatori, come già un anno fa, a parte alcune eccezioni hanno dimostrato scarso attaccamento alla maglia. Altrimenti non si spiegano la cronica mancanza di riemergere dopo un gol subito (quando il Siena va sotto, quasi sempre perde) e le ben 16 sconfitte su 32 partite giocate fin qui (un anno fa furono 10). Rimangono società e tifosi, le due componenti più importanti. Con la conferenza stampa di Anna Durio nel post Siena-Cremonese, la spaccatura è divenuta totale. La numero uno bianconera è scesa sul ring con una sfuriata che rimarrà negli annali e che ha avuto un’eco anche a livello nazionale. Con la conseguenza che ci si ricorderà di questo episodio per i modi e non per i contenuti. Solo il tempo saprà giudicare questa mossa apparsa inizialmente avventata e fuori dalle righe. Ma non priva di ragioni. Non è elegante rinfacciarlo, ma chi mette la quasi totalità dei soldi in un’azienda privata (anche se di interesse pubblico) ha il diritto di lavorare con serenità e senza ostacoli costanti sulla propria strada. Il petalo societario è infatti lacerato da un'infinita guerra intestina con gli azionisti di minoranza. Che fanno bene, se lo ritengono giusto, a creare pagine Facebook per comunicare i propri pensieri e le proprie azioni. Ma così rischiano di spostare la contesa dove non deve stare, sul web, rendendo ancora più complicata la comprensione del quadro a chi, invece, è guidato solo e soltanto dalla passione. Ovvero i tifosi, il quarto petalo. Anna Durio se l’è presa anche con loro facendo riferimento a cori e contestazioni poco gradite, almeno nella forma. Ma il mondo del calcio è questo, più o meno da sempre: di pazienza ce n’è poca e troppo spesso la passione, se non corrisposta dai risultati sul campo, sfocia in rabbia. A Siena, per fortuna, non si è mai oltrepassato un certo limite di civiltà e questo è uno dei pregi di questa piazza. Che però ha anche dei difetti, come la scarsa serenità in cui spesso sono costretti a lavorare squadra, staff tecnico e società. Criticare è lecito, farlo a prescindere è controproducente. Anche Antonio Conte parlò di gufi, nonostante un Siena che viaggiava a gonfie vele verso la Serie A. Erano un’altra storia e un altro club, ma i tifosi sono rimasti gli stessi. Del quadrifoglio, insomma, è rimasto solo il gambo. Un gambo sottile e fragile, perché i toni si sono alzati e hanno soffocato la passione. Quella che sta alla radice di tutto. E che a Siena certamente non manca. (Giovanni Marrucci)

Fonte: Il Fedelissimo