Il punto di Paolo Brogi

Un punticino strappato che sta diventando quasi una consuetudine per la nostra Robur in certe, tribolate, domeniche. Niente di nuovo all’orizzonte nemmeno dopo il pari di Meda: questi siamo e questi saremo da qui alla fine della stagione. Il Siena è una squadra di media-alta classifica, ma secondo il sottoscritto molto più media che alta. Per questo quando vedo che una vittoria ci fa mettere in naso in zona play-off mi viene da dire che siamo leggermente sopra le nostre potenzialità e, purtroppo, arriva puntuale la frenata. Non lasciatevi imbambolare da chi dice che la Robur è una squadra da primi posti, troppo facile riempirsi la bocca con la storia e nella fattispecie con un passato che sembra ormai lontanissimo. Gli anni belli, quelli della serie A, non torneranno più, anche se dentro ognuno di noi speriamo in qualche modo di risalire la china, almeno (magari) fino a quella B che rappresenterebbe già un clamoroso successo.

L’attualità dice che dobbiamo sgomitare e prendere anche qualche bella botta sui denti da Renate, Giana e compagnia bella. Conviene quindi abbassare la cresta, mettere da parte la presunzione e buttarsi nella lotta. La squadra in campo già lo fa, meglio quindi, per noi, imitarla. Poi è chiaro il calcio ci ha abituati a tutto. Gli allenatori saltano come tappi di spumante, le rose vengono rivoluzionate a gennaio, ma in questo momento mi sento di fidarmi di quello che sta facendo la società. Non sono amico con nessuno dell’attuale reggenza bianconera, sia chiaro, ma quando arriva qualcuno e ci mette dentro i suoi soldi, cosa nemmeno troppo frequente a queste latitudini, ai miei occhi acquista credito, fiducia  e legittima il suo potere decisionale.  Per esprimere un giudizio su chi guida in questo momento la società credo che dovremo aspettare la primavera del 2018. Si avete letto bene, manca  quasi un anno e mezzo. Voglio vedere gettare le basi della nuova stagione, quindi l’estate con mercato e preparazione come Dio comanda e quindi la nuova stagione dove si alzerà il livello delle aspettative di tutti noi. Il prossimo campionato farà chiarezza su potenzialità e prospettive e potremo forse incominciare ad immaginare, con la dovuta approssimazione, quale futuro attende la Robur.

Purtroppo qui non c’è Suning a spalancare i propri forzieri e spendere e spandere. Ci sono piuttosto coraggiosi imprenditori per fortuna decisi a non fare il passo più lungo della gamba evitando così di farci rivivere incubi nemmeno troppi lontani nel tempo. La via da percorrere è sempre la stessa, quella di potenziare settore giovanile e strutture, difficile, per non dire impossibile,  fare la prima senza la seconda, ma da qualche parte dobbiamo pur cominciare per creare un sistema virtuoso che ci permetta di ‘costruire’ giocatori di livello, evitando di farceli soffiare dagli attenti osservatori della vicina Empoli, che già si portano a casa i migliori prospetti. Il discorso comunque sarebbe lungo e complesso, giusto quindi accennarlo ma superfluo e noioso approfondirlo, correndo il forte rischio di cadere nei soli luoghi comuni. Adesso la priorità è portare avanti questo anno di transizione, cominciando dal derby con la Lucchese dove è necessario tornare a vincere. In quanto alle famose ‘vocine’ di cui in tanti mi stanno chiedendo, posso dire solo che sto registrando e cercando conferme ma al momento non sono preoccupato. Il mio intento è quello di lavorare ai fianchi le fonti, da quelle più autorevoli in giù, provando a capire come si stanno muovendo le alte sfere e con quali potenzialità. Occhio però alle malelingue, in una città dove pochi (spero) pseudo-contradaioli ‘tifano’ addirittura contro i propri colori perché infastiditi dal successo di un capitano inviso o semplicemente antipatico. Brutta bestia l’invidia, malattia diffusa e curata con quel ‘parlare male’ che un po’ di sollievo lo regala. Per fortuna mi confronto quotidianamente con una vasta gamma di persone e quindi il giorno che avrò tratto le mie conclusioni, con verifiche e contro-verifiche, potrò serenamente riportarle sulla Nazione, il giornale per il quale sono orgoglioso di lavorare. Fino a quel momento mettiamo una pietra sopra a certi ‘spifferi’ al momento insignificanti. Forza Robur! Sempre. (paolo.brogi@lanazione.net)

Fonte: FOL