Il punto di Paolo Brogi

Lasciamo perdere gli arbitri. Nel dopo partita di Cremonese-Siena tanti, probabilmente troppi, diti puntati contro il direttore di gara e quel rigore fischiato al minuto 80 che ha determinato la sconfitta bianconera. A guardare bene c’era un penalty nettissimo nel primo tempo a favore dei padroni di casa non ravvisato. Nell’occasione, invece, del tiro dal dischetto assegnato ai grigiorossi l’arbitro ha probabilmente punito la platealità del fallo di mano più che l’intenzionalità o altro, visto che a parte il possibile fallo non rilevato ai danni del giocatore del Siena una frazione di secondo prima, siamo in presenza di un evidente gesto, quasi un palleggio degno di qualche altro sport, che era difficile ignorare.

Ma non è questo il punto. Cominciare una caccia alle streghe, iniziare a urlare per i torti subiti o, peggio ancora, denunciare un disegno di palazzo contro la povera Robur oltre che fuori luogo è anche contro produttivo. La squadra, in questi casi, si prende degli alibi che non merita e alla prossima partita c’è il rischio di arrivarci scarichi e questo proprio non deve accadere. Meglio, anzi, molto meglio, imparare da giornate come quella di Cremona con l’obiettivo di non ripetere certi errori e migliorarsi partita dopo partita, quello che in fondo deve essere l’obiettivo di questa Robur. D’altra parte la storia di questo campionato insegna che contro le squadre più forti del girone difficilmente portiamo a casa qualcosa e quando accade, vedi Como e Livorno, è perché succede qualcosa di particolare, dalla sfortuna dei lariani alle pesantissime assenze dei labronici. Il nostro campionato vero è quello che si gioca contro le formazioni di centro classifica e da qui alle prossime settimane abbiamo il dovere di portarli a casa certi duelli, in fatto di punti e di conseguenza di migliorie alla classifica. Il tifoso, ovviamente non si accontenta.

C’è quel passato bellissimo ma ingombrante a dire che almeno in Lega Pro la nostra Robur dovrebbe essere assolutamente competitiva su tutti i fronti e quando non è così ecco che sul banco degli imputati finisce subito mister Colella. L’allenatore del Siena è uno, come si diceva un tempo, di categoria, che sta facendo discretamente con la squadra a disposizione. Considerando che sulla panchina bianconera non può arrivare un top allenatore, per ovvie ragioni, fa bene la società a dare ancora fiducia a Colella, visto e considerato che qualche miglioramento la squadra, strada facendo, lo ha fatto. Poi è chiaro che contano solo i risultati. Davanti ad un calendario un po’ più morbido come quello che sta per arrivare servono vittorie e punti, altrimenti tutto rischia di tornare in discussione.

Apprezzabile l’intervento in sala stampa ad ogni post-partita di Federico Trani. La società è presente, nella buona ma anche nella cattiva sorte e rispetto al passato è un bel passo in avanti. Le bocche cucite, il famoso silenzio degli sconfitti, non serve a niente e a nessuno. Adesso però, invece che di ko, vorremmo parlare di successi, cominciando da domenica prossima con il Tuttocuoio. Troppe volte, nel recente passato, questa squadra ci ha uccellato, penso sia arrivato il momento di presentare il conto e riprendere un po’ di slancio in graduatoria. Sulle due assenze per squalifica meglio stendere un velo pietoso. Hai perso, la partita è finita, è intelligente non aggiungere alla beffa il danno come invece è successo. Anche in questo caso la società ha sposato la linea giusta. In quanto alle famose voci di cui parlavo la settimana scorsa niente di nuovo all’orizzonte. Quando saprò, dirò. Pensiamo al Tuttocuoio che è meglio. Avanti Robur!

Paolo Brogi (e-mail paolo.brogi@lanazione.net)

Fonte: FOL