Il punto di Paolo Brogi

Male, probabilmente malissimo, ma la cosa migliore è archiviare in fretta e concentrarsi sulla prossima. La cosa peggiore è invece che nessuno si aspettava una partita come quella giocata dalla nostra Robur domenica scorsa contro il Piacenza. Il derby con il Livorno aveva portato entusiasmo, soprattutto quel secondo tempo giocato alla garibaldina, prima del sigillo finale da tre punti. Magari potevamo perdere contro una squadra senza dubbio migliore di quella bianconera, ma di certo non venire presi a pallonate come è accaduto, risultato ed episodi a parte. Su queste colonne la settimana scorsa avevo scritto che per una volta, facendo violenza al mio credo dove il risultato è l’unica cosa importante, la prestazione sarebbe stata fondamentale per capire il livello raggiunto dal Siena. Inutile negare come alla Robur sia mancato del tutto proprio lo stare in campo in un certo modo, ribattere colpo su colpo all’avversario e creare gravi problemi allo stesso dall’inizio al triplice fischio. A posteriori sono poi arrivati ‘spifferi’ abbastanza inspiegabili, come l’esclusione di Moschin che mister Colella  non ha voluto commentare, o la settimana di lavoro per niente soddisfacente, sottolineata dallo stesso allenatore. Tanti indizi non fanno una prova come tanti cretini non fanno uno intelligente ma almeno il sospetto che il trionfo con il Livorno abbia fatto bene alla classifica e decisamente meno bene all’atteggiamento generale si insinua. Dovevamo svoltare con quel colpo di testa di Gentile al minuto 94 del derby e invece abbiamo fatto un bel passo indietro. Capita. Fa molto incazzare ma capita. Voltare pagina e pensare all’Alessandria, come ho già detto, è l’unica via da percorrere, anche prima di andare avanti sarà bene capire cosa in quella pagina ormai vecchia e passata non ha funzionato. Altrimenti anche le sconfitte finiscono per non insegnare niente, proprio come le vittorie che hanno l’unico (e accettabile) difetto di non farti pensare. Il perdente davanti ad un ko cerca l’alibi, il vincente pensa invece a come reagire. La frase è del grande Antonio Conte, l’allenatore più importante che si è seduto sulla panchina bianconera, ma che all’ombra di San Domenico ha subito le sue belle critiche. Ripeto e lo farò fino alla nausea, fregandomene altamente di risultare antipatico: qui, per un verso o per l’altro, non piace nessuno. Quindi caro mister Colella vada avanti per la sua strada senza fare troppo caso se una settimana sarà un eroe e in quella suggestiva inadeguato al ruolo. Il suo destino lo decideranno i risultati, come capita a qualsiasi latitudine. Peraltro domenica prossima arriva la partita più facile del campionato. Si va ad Alessandria, corazzata inarrestabile di questa Lega Pro, e il risultato almeno a priori sembra già scritto. Una sconfitta non muoverebbe certo gli equilibri, mentre anche un pareggio rappresenterebbe una ‘botta di vita’ addirittura superiore ad una vittoria con il Piacenza nella sciagurata partita di domenica scorsa. La Robur dovrà combattere novanta minuti con il coltello tra i denti, questo lo pretendiamo. Se poi i ‘grigi’ saranno più bravi stringeremo la mano e guarderemo avanti. Ma solo dopo che sarà trascorso l’ultimo minuto di recupero. Prima non esiste. Forza Robur!

Paolo Brogi

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Fonte: Fol