Il punto di Paolo Brogi

Ma quanto è dura questa Lega Pro. Partite giocate ‘al coltello’, calendario assolutamente bislacco (ma ci torniamo dopo) e certezze zero. Siamo ogni settimana sull’altalena e se anche la grande Spal cade in casa allora è proprio difficile fare previsioni affidabili. La nostra Robur non è certo l’eccezione che conferma la regola. Ci eravamo illusi di spiccare il volo dopo il ‘colpo’ di Pisa, ci ritroviamo con l’amaro in bocca per le ali che l’Arezzo ci ha tarpato domenica al ‘Franchi’. Niente di strano, se non per il fatto che da geni siamo tornati nuovamente 'cretini'. Ovviamente non per chi scrive e per tante persone di buonsenso ma per tutti coloro che ormai da tanti anni si dilettano nel ‘tiro all’allenatore’ chiunque sia in panchina. Lettere di fuoco, anche alla nostra redazione, critiche sulle televisioni locali che io guardo sempre volentieri, perché mi interessano molto i giudizi degli altri. Insomma mister Atzori (che ripeto non è mio amico) è tornato sulla graticola. Doveva togliere Bonazzoli, no ha fatto bene a levare Mastronunzio e via dicendo. Insomma il partito degli scontenti sembra aspettare il suo momento per poi scatenarsi e pretendere chissà che cosa. Se qualcuno adesso pensa che io sono un buonista lo fermo subito perché mi ritengo piuttosto, permettendomi un salto mortale con la lingua italiana, un ‘cattivista’. Non faccio sconti nemmeno a me stesso, figuriamoci agli altri. Detto questo e senza la pretesa di sciorinare nozioni tecnico-tattiche, che lascio volentieri a chi evidentemente si sente qualificato, magari all’università di casa propria,  dico subito che non sono d’accordo con il presidente Antonio Ponte. Questo Siena non ha la squadra per vincere tutte le partite. E’ un buon gruppo, con qualche giocatore importante, ma a livello generale di qualità vale poco più dell’attuale classifica. Non illudano le parole degli avversari che incontriamo ogni settimana, quelli che dicono Robur fortissima per accrescere magari i propri meriti per un pareggio strappato o per una ‘onorevole’ sconfitta di misura. Poi è chiaro come questo Siena, completamente rivoluzionato rispetto all’anno scorso, possa e debba migliorare puntando con decisione all’accesso ai play-off. Il presidente fa comunque bene ad alzare il tiro e a tenere tutti sulla corda, perché la parola accontentarsi se forse dovrebbe essere qualche volta più presente nel vocabolario dei tifosi, è bene che scompaia da quello della squadra. Domenica scorsa prima di andare al ‘Franchi’ ho guardato la partita dell’altro ‘Franchi’, quello fiorentino, dove almeno nel primo tempo l’Empoli di Marco Giampaolo ha ridicolizzato la grande Fiorentina del maestro portoghese.  Con la memoria sono tornato indietro di sei anni, a quando dopo una sconfitta in casa contro la Juve (ho detto la Juve, non il Due Porte) Giampaolo venne cacciato a furor di popolo con tanto di ‘assedio’ al Garden nel dopo partita. E allora di che cosa vogliamo parlare? A queste latitudini, è risaputo, non piace nessuno. Il bello è che se in dieci contro undici, per qualche ragione avessimo retto l’urto amaranto, magari anche con fortuna fino al triplice fischio, qualcuno avrebbe ancora avuto da ridire, sottolineando la partita troppo difensiva giocata dalla Robur. No, non possiamo farcela. Dobbiamo invece farcela a Teramo e qui per stemperare la mia vena un po’ rompiscatole (oggi me ne sono approfittato) racconterò un aneddoto relativo all’ultima partita giocata dalla Robur a Teramo. Coppa Italia di dodici anni fa, più o meno di questo periodo, il Siena di Papadopulo alla prima esperienza nel massimo campionato gioca l’andata a Teramo e una macchina capitanata dal grande Massimo Cherubini, con a bordo il sottoscritto, Orlando Pacchiani, il fotografo Fabio Di Pietro e il ‘pilota’ Luchino Fattorini fa rotta sulla lontana destinazione. Papadopulo schiera le seconde linee e getta nella mischia l’argentino Arano. Il terzino gioca un primo tempo imbarazzante, segnalandosi solo per in calcione a un avversario ‘premiato’ con un cartellino giallo. Nella ripresa il ‘Papa’ lascia fuori l’argentino e quella partita in ogni caso il Siena la vince con una rete di Flo allo scadere. Dopo il triplice fischio ci spostiamo nella zona interviste, dove incontro il direttore Nelso Ricci. D’istinto gli dico: <Nelso, ma Arano?>, la risposta è un fantastico e letterale <Da vergoniassi>, per la risata generale. Battute a parte, quella che aspetta la Robur è una sfida molto delicata contro un’avversaria che vuole risalire e in casa temibile. Servirà, per usare una frase fatta che non amo mai utilizzare, il Siena di Pisa. Poi inizierà dicembre e qui (ma guai a voi se vi fidate o ci fate la bocca) il calendario con due impegni casalinghi e la trasferta di Savona non sembra impossibile. Purtroppo l’anticipo al venerdì della sfida con l’Aquila non agevolerà nessuno. Né la squadra, né i tifosi e nemmeno chi come il sottoscritto dovrà lavorare con tempi di chiusura stretti per fare uscire il giornale. Quest’ultima categoria è senza dubbio meno importante, ma come hanno sottolineato i Fedelissimi a inventarsi a dicembre una gara in notturna ci vuole proprio tanta fantasia. Sacrificati come polli sul banco del mercato. Ci mancava anche questa. Prima però c’è il Teramo e questa volta ‘senza vergognassi’. Forza Robur.             

Paolo Brogi (paolo.brogi@lanazione.net)    

Fonte:FOL