Il punto di Paolo Brogi

Non fatevi fregare. Siamo solo all’inizio del campionato, mancano ancora tante partite, abbiamo giocato bene e giocando così i risultati verranno. Tutte cavolate direbbe l’educato, mentre quello di rione, come mi definirei io, ci metterebbe di sicuro qualche zeta in più. Certe partite sono come certe notti del Liga, ossia sei sveglio o non sarai sveglio mai. Sarà così sabato a Ferrara dove fanno il Palio dolce e soprattutto comandano la classifica con un percorso da fare invidia che parla di cinque vittorie e un pareggio, l’opposto della Robur che ha diviso la posta sempre, escludendo l’acuto casalingo con il Rimini. Serve quell’impresa che rappresenterebbe la svolta della stagione per Atzori e la sua truppa. Tre punti, come non importa e lasciamo pure che gli esteti del calcio che di solito copiano soltanto frasi fatte e luoghi comuni storcano il naso, magari per una Robur poco champagne ma tanto concreta. Va bene tutto, anche la ‘rapina a mano armata’ sportivamente parlando. Bloccare la capolista, accorciare la classifica e sentirsi belli, forti e pronti alle partite che verranno con una bella iniezione di entusiasmo. Tanto tra un mese di Spal-Siena tutti ricorderanno soltanto il risultato e noi speriamo che sia un ricordo dolce, proprio come il loro Palio. Poi è chiaro che nessuno si aspetta un Siena capace di ammazzare il campionato ma almeno di collocarsi in una posizione apprezzabile sì e il peso specifico del confronto di Ferrara sarà fondamentale. Conterà anche la fortuna, che ha un’influenza pesante nel calcio come nella vita. Basta guardare quanto è accaduto a Sant’Arcangelo sabato scorso. Gol sfiorati, svantaggio, recupero e poi? Poi la partita è finita perché non era più possibile giocare in quel pantano, proprio quando la Robur aveva le carte in regola per sferrare il colpo del ko. Il fango purtroppo, soprattutto in Lega Pro e soprattutto in questo periodo, sarà una variabile con la quale fare spesso i conti. Per carità, c’è per tutti, anche se chi si difende (e con la Robur lo faranno in molti da qui a Primavera) su un terreno dove il pallone non scorre come dovrebbe ha qualche innegabile vantaggio. 

Essendo un frequentatore di bar cittadini mi piace ascoltare i discorsi della gente e mi diverte soprattutto quando danno i numeri. L’altro giorno due signori si stavano confrontando a suon di moduli, quando ad un certo punto uscirono fuori il 4-4-3 e il 4-5-2. Non feci notare ai due l’errore ma un po’ mi preoccupai quando notai che sul tavolo dove erano appostati i due provetti matematici c’era aperta La Nazione con sotto gli articoli dei nostri grandi collaboratori. Il rischio è quello di creare dei ‘mostri’, perché le persone sono attente a quello che scrivi, anche alle virgole e allora basta esprimere un giudizio o dare una pagella in un certo modo perché qualche lettore sottoscriva e ne faccia il suo cavallo di battaglia. Alla base però c’è sempre grande onestà e nessuna voglia di affondare l’antipatico o esaltare l’amico appunto perché è amico. Questa è la mia filosofia e ricordo ancora, con un pizzico di nostalgia, le telefonate irritate dei vari Perinetti e Beretta all’indomani di un articolo che evidentemente a loro non era piaciuto. Discussione educata ma pesante, prima con l’uno e poi con l’altro, ma alla base la purezza di credere e mantenere la propria posizione perché convinti e non certo perché piccati. Poi è chiaro che nessuno è infallibile, chiunque può prendere abbagli, ma la buona fede è la base di tutto. 

Dopo questa voluta divagazione, a mio avviso necessaria, perché è importante che chi legge il mio intervento settimanale conosca come sono e cosa penso e protesti se qualcosa non gli va bene come del resto è già accaduto, vorrei chiudere con  Mastronunzio. Chi ha ancora ha sulla propria pelle le ferite del calcio scommesse e quelle penalizzazioni che hanno minato il futuro del nostro Siena fa ovviamente fatica ad accettare un ex plurisqualificato in bianconero. La scelta della società però va rispettata. Il giocatore è in prova, mister Atzori deciderà se è in grado di dare qualcosa alla causa oppure no. Quindi non fasciamoci la testa prima di essersela spaccata. Anche perché in questi casi se poi la ‘Vipera’ torna a mordere come sapeva fare in carriera e a regalarci punti dalla polvere all’altare magari ce lo portano proprio quelli che adesso hanno dei dubbi. Ma c’è da fidarsi? Ma se poi…è chiaro che le domande più che tecniche sono etiche e morali. Come è chiaro che certi discorsi valgono per tutti, nessuno escluso, e solo pensare a certe situazioni ci intristisce e non porta e niente di concreto. Di concreto ci sono quei tre punti là a Ferrara. Concentriamoci su quelli. (Paolo Brogi)

Fonte: Fedelissimo Online