Il punto di Paolo Brogi

<Daniele come va?>. Il capitano in versione che più casual non si può mi ha guardato e col solito mezzo sorriso ha sentenziato: <Te lo dico domani>.

Accadeva sabato mattina, giorno di vigilia di Siena-Rimini, davanti a piazza Indipendenza e quel <te lo dico domani> me lo sono portato dietro per un bel po’. Nel pomeriggio, durante la notte al giornale, mentre pensavo le pagine de La Nazione del giorno successivo e domenica mattina impegnato nella solita corsetta smaltisci-grassi. Poi è iniziata l’attesa, quella che mi ha portato dal dopo pranzo al fischio d’inizio e qui la faccia furba di Portanova la vedevo ovunque. Anche sulla televisione dove dalle 15 in poi saltavo da una partita all’altra della serie A con tanta, lo ammetto, ma tanta nostalgia dei tempi belli. Quando mi sono posizionato su Genova e ho visto l’Inter in giallonero ho ripensato alle critiche che gli Ultras muovono nei confronti del calcio moderno e almeno per una volta mi sono sentito uno di loro. Niente contro il giallonero per carità, almeno per 357 giorni all’anno, ma i colori sociali sono un’altra cosa.

Ma basta distrazioni, basta cavolate, basta pensieri bislacchi, eccomi al Franchi a collocarmi nella mia postazione e qui devo dire grazie alla società. Se non sei in forma perfetta resti incastrato tra seggiolino e ‘ribaltino’, sì dai lo hanno fatto apposta per il nostro benessere, ma questa Robur pensa proprio a tutto, anche a quello che non ti immagineresti mai. Quindi il fischio d’inizio e… è nata una stella.

Finalmente la Robur che ci piace, quella che prende l’avversario, lo mette all’angolo e lo maltratta come vorrebbe e farebbe ognuno degli oltre tremila tifosi seduti in tribuna. Uno a zero, due a zero e poi su quel muro comandato da Portanova. Eh che cavolo Daniele, me lo potevi dire anche ieri come andava oggi! Se poi c’era qualche dubbio su chi identificarsi, oltre al capitano, nella rosa bianconera, in data 4 ottobre  2015 si è chiarito tutto. Per carità il portiere è affidabile e gli esterni mangiano l’erba, ma se uno dovesse comprare una maglia, anzi una magliettona, si prenderebbe senza dubbio quella di Emiliano Bonazzoli.

Eccolo il gigante che ognuno vorrebbe avere al suo fianco quando il sabato sera in discoteca corteggia la fidanzata della cintura nera di karate. Gigante, pensaci tu! E lui la butta subito dentro con una testata classica del repertorio. Poi la mette sul fisico facendo piangere la difesa del Rimini e alla fine prima di arrendersi ai crampi di prova anche da sessanta metri ‘rischiando’ l’invasione gioiosa di campo, scongiurata solo quando la palla esce sul fondo. Siccome però per natura mi piace esagerare e anche quando vado a comprare un paio di scarpe torno a casa sempre con una doppia coppia ecco che mi va di prendere anche un'altra maglia.

Voglio quella di Salvatore Burrai, colui dal nome dolce e cremoso ma senza dubbio più simile ad un hamburger piccante e al sangue piuttosto che allo stracchino. Assist, visione di gioco e ‘garra’ quanto basta per portare tanta acqua, ma forse in questo caso, viste le origini sarde, un bel Nasco alla causa bianconera. Ma allora abbiamo l’asse centrale, quello che i chiacchieroni-espertoni ritengono fondamentale per essere una gran bella squadra: Portanova-Burrai-Bonazzoli!

'Un sorriso bianconero' ho titolato su La Nazione di lunedì mattina, ma ora c’è quella parolina fastidiosa per un ansioso come me, ossia ‘verifica’. Il Santarcangelo è là ad attendere la nostra bella Robur e se chi va in campo ha imparato anche solo qualche piccola cosa da mister Lamberto Zauli, che da giocatore era soprannominato lo Zidane della serie B c’è poco da stare sereni. Paura però zero, attenzione massima e vediamo che cosa ci attende. Daniele, come andrà  sabato verso le cinque del pomeriggio? (Paolo Brogi)

Fonte: Fedelissimo Online