Il punto di Paolo Brogi

Noi siamo piccoli ma cresceremo, anche se a differenza della famosa filastrocca non ci sono certezze quando si parla di Robur. Perché il Siena di Lucca mi ha ricordato Mister Magoo, l’indimenticabile cartone animato dove l’anziano signore dotato di una vista scarsissima attraversa pericoli indicibili, riuscendo sempre per il famoso fattore ‘C’ a salvarsi. Quando la stincata di Celiento sembrava una frittata perfettamente cucinata e pronta ad essere servita in tavola ecco che super Montipò, con un balzo da campione, ha detto di no. Il portiere è stata una delle pochissime luci del ‘Porta Elisa’, insieme alla difesa che continua per fortuna a tenere.

Il problema è che al momento, se escludiamo il guerriero Portanova, il tifoso fa fatica ad identificarsi con qualcuno dei ragazzi in maglia bianconera. Siamo all’inizio, per carità, ma chi va allo stadio adora quello che la mette dentro o almeno l’incantatore di serpenti che con i suoi dribbling fa impazzire gli avversari. Per ora, e speriamo per poco ancora, niente di tutto questo.

Se fossimo in altre vicine piazze, dove ogni anno basta vincere una partita per piombare in stazione nel cuore della notte e festeggiare l’ennesimo scudetto, avremmo già coniato il classico ‘Salvate il soldato…’ facendo seguire il nome dell’unico che ci prova. Nel nostro caso e almeno per ora non può essere che Piredda l’unico ‘ramo’ a cui attaccarsi per provare a tirarsi fuori da una situazione non  soddisfacente. Con i suoi capelli da ‘Ultimo dei mohicani’, l’attaccante della Robur è il primo a cercare quel gol che come Godot non arriva mai. Con quel ‘bacino’ tatuato nel collo Marco il sardo ce la mette tutta per sferrare cazzotti agli avversari. Volontà tanta, risultati scarsi: un paio di tiri nemmeno troppo pericolosi l’unico segnale di vita offensivo a Lucca.

Nessun dramma, ci mancherebbe, nemmeno critiche e tanta voglia di vedere il bicchiere mezzo pieno, perché in fondo siamo sempre imbattuti. Esultare, addirittura compiacersi per un pareggio in inferiorità numerica è però cosa non buona e nemmeno troppo giusta. Non è proprio il caso di… come sottolineava il risolvi-problemi Wolf nell’indimenticabile Pulp Fiction. Il lavoro paga e allora testa bassa verso il Rimini, avversario da affrontare in una domenica di inizio ottobre dove il tifoso della Robur non ci pensa nemmeno a tornare a casa e mettersi a tavola per la cena con l’amaro in bocca. Siamo piccoli ma è tempo di crescere. 

Fonte: Fedelissimo Online