Il punto di Paolo Brogi

Ma questa Robur quanto vale?

Me lo ha chiesto l’altro giorno in un bar cittadino un signore sulla settantina, mio ‘vicino’ di caffè, mentre si apprestava a svuotare la sua tazzina.

<Eh sì lui se ne intende, scrive su La Nazione>, gli ha fatto eco il barista, evidentemente troppo amico del sottoscritto per dare un giudizio sereno e imparziale. A quel punto mi sono girato, notando più di uno sguardo puntato su di me, in attesa di risposta. Ho bevuto in fretta il mio ‘nero bollente’ e poi ho detto la cosa meno banale che mi è venuta in mente. Siamo da metà classifica, sospesi tra quelli che sognano e quelli che tremano. La difesa va bene l’attacco fa fatica e basta guardare la graduatoria, che ci posiziona proprio al centro, per capire molte cose. Fosse stato un quiz a premi il rumore metallico dell’immancabile campanello avrebbe segnalato la mia risposta sbagliata.

Quando vedi gli sguardi abbassarsi e magari posizionarsi sulle pagine più nobili della Gazzetta capisci che quelle persone si aspettavano di più da te. Però attenzione – ho allora ripreso alzando il tono per farmi sentire anche da chi in precedenza era rimasto concentrato sui propri affari – sono sicuro che se la squadra si sbloccherà, magari anche con un episodio fortunoso, o magari il primo gol di Bonazzoli, possiamo scalare la classifica e ritrovare tutti il sorriso. Certe volte basta poco per cambiare rotta e piazzare magari un bel filotto. L’obiettivo è migliorare, perché come disse una volta il grande Antonio Conte anche il Barcellona può migliorare (raramente citazione mi rese  più fiero), figuriamoci la Robur. Dunque pazienza e fiducia.

Poi ho guardato le facce di tutti e ho visto maggiore serenità da quanto avevo appena detto, e soddisfatto, mentre stavo per uscire dal bar mi sono sentito toccare la spalla dal primo interlocutore. Senta, lei che se ne intende, mi ha detto il distinto signore in segno di sfida, scommettiamo un caffè che  tra un mese saremo tra quelli che tremano? Ok ho detto fissando negli occhi il pessimista di turno, sappia che nel caso sarà il caffè più buono della mia vita. O il più amaro, ha detto lui con una smorfia satanica. Sono rimasto lì a pensare un attimo, mi sono immaginato la faccia di Ponte, Atzori e di tutti i giocatori. No, non tradiranno, altrimenti devo smettere di prendere il caffè. Forza Robur. (Paolo Brogi)

Fonte: Fedelissimo Online