Il pasticcio, l’attesa e i leoni

Ce la facciamo? Che dite? Siena e Grassina giocano? In questa notte di venerdì, mentre sto scrivendo queste righe pensando a tutti voi, sembrerebbe di sì. Mai condizionale, però, fu più d’obbligo di questo. Fino a che non si arriva a pochissimo dal fischio d’inizio le certezze possono svanire, da un momento all’altro, con quel comunicato che ti piove in testa all’improvviso e buonanotte. La scale sono di vetro come si diceva una volta e in questo caso di un vetro sottile che più sottile non si può. Basta pensare a quello che è successo alla vicina Pianese. Dovevano giocare con il Montespaccato le zebrette amiatine, ma l’avversario nel turno precedente aveva affrontato e battuto il Montevarchi. Ebbene? Ebbene quella gara era stata diretta da una signora arbitro poi risultata positiva al Covid. Quindi tutti a casa e tanti saluti. E pensare che non arbitro, da regolamento, non si può neanche sfiorare, figuriamoci se donna.

L’ho già scritto su queste colonne, se non si cambia il regolamento e si adotta un protocollo simile alla massima serie ad agosto 2021 saremo sempre a giocare la decima giornata di andata. Comunque non pensiamoci e mettiamo la testa sulla partita con il Grassina, dove finalmente potranno rientrare un po’ di tifosi. Si parla tanto di calciatori forti, allenatori super strategici, dirigenti navigati, ma senza il pubblico il calcio non esiste, lo spettatore-tifoso è una componente fondamentale e irrinunciabile. Dunque, incrociamo le dite e speriamo di arrivarci senza sorprese a domenica alle 14,30. Da lì in poi però vogliamo una Robur bella e soprattutto vincente.

E’ stata anche la settimana del pasticcio addetto stampa. Si proprio un bel pasticcio di cui nessuno aveva bisogno. Prima Giacomino Muzzi, poi Silvia Sclavi. Dispiace per il primo e in bocca al lupo alla seconda, ma c’era bisogno di creare un caso del genere o era magari meglio ponderare la scelta da subito? Giacomino Muzzi ragazzo sveglio e simpatico magari poteva diventare il top player degli addetti stampa, dopo aver preso le misure con un mestiere in ogni caso spinoso con tanti rompicoglioni come il sottoscritto sempre in agguato a chiederti cose a qualsiasi ora della giornata. Il problema per il buon Giacomino, ma soprattutto per chi lo ha scelto, è che ci sono delle regole da rispettare, in Italia c’è un ordine dei giornalisti che organizza corsi di formazione, diventati da qualche anno obbligatori per legge, e c’è una tessera da pagare, ottenuta in seguito a un lungo percorso di articoli pubblicati o addirittura dopo un esame di stato. La lettera arrivata dall’ordine a contestare la nomina del più giovane dei Muzzi, è stata doverosa e ineccepibile, come il passo indietro della società che ha scelto l’esperienza e il lungo corso di giornalista di Silvia Sclavi. Giacomino lo aspettiamo ad urlare , sperando che debba finire la voce in questa stagione complicata.

Finito qui? Mmmm fatemi pensare. No, restato i leoni. Quelli che davanti alla lettera dell’ordine dei giornalisti si sono scagliati, ironizzando e denigrando la categoria, di cui faccio parte anche io dei giornalisti senesi, peraltro composta in questo momento da tanti giovani che amano questo mestiere e vogliono farlo nonostante le prospettive siano modeste. Lasciando perdere un vecchio arnese come me, comunque perfettamente identificabile e rintracciabile sul territorio nel momento in cui a qualcuno venga l’idea di lasciare la tastiera e scambiare due parole, credo che sia ingiusto puntare il dito contro certi ragazzi. Oltre che ingiusto è anche troppo facile e senza dubbio si tratta di un qualcosa che porta poco onore al leone di turno. Sì lo so bene che se c’eri voi avresti portato e termine fior di inchieste, premiato i buoni distrutto i cattivi e vinto chissà quali premi. Ma una cosa sono i fatti, un’altra le chiacchiere che in questa città vantano tanti campioni del mondo. Meditate gente, ma meditate davvero. (Paolo Brogi – paolo.brogi@lanazione.net)

Fonte: FOL