Il panigaccio… di Mario Beretta, il mister con la Lunigiana nel cuore

Un personaggio anticonvenzionale nel mondo del pallone, lustrato dalle spie rosse delle telecamere delle tv satellitare e dai capricci delle starlette, recapitati al mondo rigorosamente a colpi di tweet. Mario Beretta, tecnico del Siena che domenica ospiterà lo Spezia di Giovanni Stroppa nel quattordicesimo turno della serie B, non è soltanto un tecnico dal passato importante ma anche uomo di cultura a trecentosessanta gradi, rarità nel pianeta calcio, soprattutto in quello italiano. 

Il 54enne allenatore milanese è uno dei pochi tecnici del calcio del Belpaese a non avere mai giocato una partita a livello professionistico (Pro Sesto e Rovellasca le sue uniche squadre in giovanissima età, prima di una serie di infortuni in serie che lo hanno obbligato a smettere), diventando allenatore senza una carriera agonistica alle spalle e raggiungendo la serie dopo una lunghissima gavetta sui campi dilettantistici e della serie C. Rarità pressoché assoluta. 

L'oggi per lui si chiama Siena, società dove è tornato dopo gli anni della serie A. E dall'inizio del torneo, complicato dalle vicende che hanno visto coinvolto il Monte dei Paschi, continua a ribadire che il suo obiettivo è salvare il Siena, anche se sotto sotto conosce bene le reali potenzialità di una rosa che ha soprattutto problemi fuori dal campo. Perchè gente come Dellafiore, Vergassola, Valiani, Paolucci e Rosina, non hanno certo bisogno di presentazioni. E prima o poi la squadra bianconera verrà fuori, come è successo al Palermo, perché i valori assoluti sono da vera e propria sparring partner dei rosanero per la promozione diretta. 

Prima di dedicarsi davvero alla vita da mister, Beretta si è laureato all'Isef e ha insegnato per tredici anni in alcuni licei dell'hinterland milanese, cosa che peraltro ha ripreso di recente per alcuni mesi. Tanto per non assuefarsi al quotidiano pane e pallone. E poi molti non sanno che da tanti anni, conserva gelosamente una casa in Lunigiana, terra a cui è legato a filo doppio tanto da ammettere che i panigacci sono il suo piatto preferito. Amante della musica rock e della vela, persona acculturata e buongustaio in cucina, lo scorso anno fu uno dei nomi girati per sedere sulla panchina dello Spezia prima della conferma di Serena. E invece domenica sarà avversario.

Fonte: cittadellaspezia.com