Dunque il mediocre campionato 2024/25 della Robur va tristemente in archivio ed è ormai tempo di tracciare un breve consuntivo anche delle prestazioni arbitrali che in quest’ultima stagione hanno interessato i bianconeri in una Serie D segnata dall’ipocrisia di essere un palcoscenico dove gli unici veri dilettanti sono proprio i direttori di gara. Dunque, tanto per cominciare, diamo loro il giusto merito!
Diciamo però subito, come più volte sottolineato in questa rubrica nel corso dell’annata, che il livello dei fischietti visti all’opera al “Franchi” e fuori delle cosiddette mura amiche (che poi tanto amiche spesso non sono state…) appare senz’ombra di dubbio non molto entusiasmante, come dimostra anche la media piuttosto bassa dei voti qui assegnati che a fine campionato è appena di 5,95, dunque un gradino sotto la sufficienza.
Generalmente, infatti, gli arbitri della quarta serie sono validissimi se si guarda al profilo fisico-atletico, al loro grado di allenamento ed al loro senso tattico nel seguire il gioco sempre con un razionale spostamento. Ma dal punto di vista tecnico, disciplinare e della personalità si sono notate carenze che la gioventù e l’inesperienza non bastano del tutto a spiegare, soprattutto per quanto concerne certe evidenti difformità nel mantenere per tutta la gara un convincente metro di giudizio sia nel fischiare i falli che nell’usare i “cartellini”. Incertezze, oltretutto, che hanno riguardato spesso anche elementi al quarto o addirittura al quinto anno di permanenza in categoria. Mi è parso, insomma, che siamo davanti ad una generazione di arbitri definibili come senza infamia e senza lode, più “costruiti” che realmente in possesso della naturale predisposizione che ci vuole per riuscire ad assolvere al difficile ruolo con classe e conseguente interessante prospettiva.
Basta dire che più di un terzo degli arbitraggi che hanno riguardato il Siena non ha raggiunto la piena sufficienza con la palma del peggiore da attribuire a malincuore alla signora Martina Molinaro di Lamezia Terme (voto 3) che in Siena – Fezzanese, al di là della pessima prova offerta in quell’occasione dai bianconeri, ne combinò davvero di cotte e di crude. Lungi da me ogni pensiero “machista” perché, andando invece a vedere le votazioni più alte attribuite, proprio nella gara di ritorno troviamo un bel 7 per Anna Frazza della Sezione AIA di Schio preceduta in un’ipotetica classifica dei migliori dai colleghi Mario Leone di Avezzano (Siena – Follonica Gavorrano), Francesco Martini del Valdarno (Livorno – Siena), Andrea Mazzer di Conegliano Veneto (Siena – Livorno) e Simone Palmieri di Avellino (Poggibonsi – Siena), tutti con il voto 7 ½.
Concludo chiedendo venia se nei miei giudizi, come qualcuno ogni tanto mi ha fatto bonariamente osservare, non sempre sono riuscito a nascondere il legame personale che ancora ho con l’Associazione Italiana Arbitri della quale (come attesta l’allegata “foto d’epoca”)mi onoro di aver fatto parte per “colpa” – udite udite – proprio dell’A.C. Siena!
Confesso infatti di essere voluto diventare arbitro nei lontani anni Settanta perché affascinato da una piccola pubblicazione della Federcalcio che mirava a reclutare giovani direttori di gara. Distribuita evidentemente anche alle Società, me ne portò una copia mio nonno Azelio di ritorno dal quotidiano lavoro in sede a supporto del mitico segretario della Robur Vittorio Beneforti; si intitolava “Il Regolamentino” e sulla copertina spiccava la foto di un giovane arbitro impegnato in una partita tra coetanei su di un campo verdissimo ed invitante. Tuttora ringrazio quel colpo di fulmine che mi ha permesso di viaggiare per l’Italia, raggiungere un discreto livello nonostante le mie non eccelse capacità ma soprattutto di conoscere tante brave persone e colleghi come Edoardo, Loris, Marcello, Tito ed altri amici che purtroppo non ci sono più.
Ora dimentichiamo per un po’ il tema degli arbitri e passiamo l’estate occupandoci di allenatori, direttori sportivi, calciatori, quote e calciomercato in genere visto che una volta tanto, quest’anno, non ci sarà da preoccuparsi dell’aspetto societario.
L’appuntamento con la “Pagella dell’arbitro”, se vorrete, è al prossimo campionato.
Fonte: FOL
