In fondo questo campionato d’Eccellenza è generoso con noi tifosi bianconeri esuli dal calcio che conta. Non solo perché il Siena domina una stagione messa insieme in cinque giorni. Ma perché in ogni partita c’è qualcosa da ricordare. Contro la Rondinella, per esempio, ecco cinque spunti mica da poco.
1) Il Siena soffre e lotta insieme a noi. Il rischio poteva essere quello della squadra “spizzea”, con il nasino all’insù come una principessa costretta a svernare in baracca. E invece no. La principessa si è ambientata. Ha capito gli usi e costumi del luogo dove è capitata, si è tirata su le maniche e ha giocato sudando e sporcandosi come non avesse alcun blasone. Lo dimostrano partite come quelle con la Rondinella. Vinte in rimonta, patendo la quadratura del giovo avversario e soprattutto la capacità del tandem offensivo Cragno-Antongiovanni. Che hanno aperto spazi, duettato con piccoli tocchi e andando spesso e volentieri a finalizzare ciò che il regista decentrato sulla fascia, quell’11 tascabile e birbo, sapientemente sapeva costruire. Il Siena ha retto bene la botta e ha saputo colpire con grande cinismo, ma anche qualità.
2) Due gol di buona scuola. Che la rete di Masini sia stata la più importante è certo. Perché ha consentito di riagguantare i fiorentini dopo una dozzina di minuti in svantaggio. E poi, il giocatore aveva bisogno di quella rete, meritandola anche per le battaglie che sa combattere su ogni pallone. Ma gli altri due gol sono colpi di alta scuola, che è un piacere vedere in Eccellenza. Bellissimo il tiro di Antongiovanni, scagliato da fuori, con grande coordinazione e spedito dove Giusti non poteva proprio arrivare. Dico la verità: sono andato a vedermi la carriera di questo giocatore che mi ha impressionato, non solo per il gol. Pensavo di trovare almeno tanta serie C e invece ha praticamente giocato sempre nell’Audax Galluzzo, addirittura in serie inferiore, per poi passare alla Rondinella. È un classe ’90, e forse è tardi per augurargli un bel futuro calcistico. Però, bravo e basta.
L’altro gol di grande qualità è quello di Galligani. Non nuovo a queste conclusioni. Ma è certo che quel tiro anticipato rispetto all’intervento del difensore, con il piede aperto per andare a cercare il secondo palo, è la dimostrazione della sensibilità di tocco che è tipica dell’attaccante bianconero. Chi abbia voglia, si vada a vedere il secondo gol di Vlahovic al Frosinone, e vedrà un’esecuzione molto simile.
3) Il morso dello scorpione di Lollo. “Daje de tacco, daje de punta, quanto è bona la sora Assunta…”. Si cantava anche questa, in certe notti avvinazzate, decenni fa. E certamente i bianconeri, a un certo punto, hanno la voglia di esercitarsi in qualche colpo di tacco. Non è accademia. È capacità tecnica. E anche un modo per affermare che nel fango si può anche ballare, se si farlo. Ma a un certo punto della ripresa, Lollo è andato ben oltre. Si è trovato in orizzontale rispetto al terreno di gioco, come se avesse un’improvvisa voglia di fare qualche flessione. E invece puntava il pallone, che sembrava lontano dalla sua portata. Al primo rimbalzo ha mosso il piede come fosse la coda di uno scorpione e con un colpo di frusta, ancora radente a terra, ha recuperato l’ennesimo pallone vagante. Mi ha ricordato una versione calcistica degli Harlem Globe Trotters, che una volta vennero a Siena e si esibirono al Rastrello, ben dentro gli anni Sessanta.
4) Achy il molleggiato. Uno che in quella fantastica squadra di funamboli cestistici avrebbe serenamente potuto giocare è Emmanuel Achy, il centrale molleggiato del Siena. Ha talmente tanta forza nei muscoli, a cominciare dai robusti polpacci, che riesce a svettare su avversari ben più alti di lui. E sa sbrogliare situazione complicate, con certe sforbiciate in elevazione, in cui il senso della posizione è sostenuto da un invidiabile atletismo. A vederlo da fuori Achy sembra quasi un vecchio signore, perché tutti i giocatori dalla tribuna sembrano più in là con gli anni. E invece Achy ha 24 anni. Ha collezionato un centinaio di partite fra serie C e serie D e si avvia ad essere uno dei punti fermi del Siena nella serie superiore.
5) Quinto e ultimo spunto. Se avete tempo andate a guardarvi il filmatino – oggi si deve scrivere “reel” – pubblicato sul profilo del Siena Fc. È un selfie autoprodotto da Ricciardo e riprende i suoi compagni mentre salutano i tifosi a fine partita, al canto della Verbena. Guardate quei sorrisi e capirete perché il Siena domina il campionato. (Daniele Magrini)
Fonte: FOL
