Il Modena senza stadio: sarà 0-3 con il Mestre

Non paghi, non giochi. Regola chiara e semplice che oggi impedirà lo svolgimento di ModenaMestre. Una tristissima pagina nella storia del club emiliano – ma pure per il calcio professionistico (quante beghe legate agli stadi in Lega Pro..) – anche se la città, sotto le gestione Caliendo, a figure del genere si è ormai abituata e anche rassegata. Il Comune di Modena, con la revoca della concessione per la gestione della stadio che risale ad inizio agosto e ribadita martedì, ha ordinato al club a lasciare liberi i locali dell’impianto entro il 9 ottobre. Niente stadio, niente sede, niente campo d’allenamento. Un vero e proprio sfratto per gravi inadempienze. Tutto per un debito (tre rate del mutuo non pagate da inizio 2016) di 625 mila euro del Modena verso il Comune, che a sua volta è garante verso il Credito sportivo per un importo di 4.377.000 euro.

CESSIONE Una fronte comune ha impedito a Caliendo di trovare una soluzione last minute. Tutti uniti, Figc e Lega in testa, per non creare precedenti. L’ultima richiesta al Questore di aprire il Braglia per ordine pubblico è stata respinta ieri mattina. Come il no del Comune di Forlì ad ospitare ancora (lunedì) il Modena come nelle prime due giornate, e anche del Mestre che si era opposto a un posticipo o a un rinvio. Le squadre sono costrette a presentarsi oggi al Braglia per l’appello, con la scontata vittoria a tavolino per 3-0 dei veneti e il -1 per il Modena (in arrivo altre penalizzazioni dopo i recenti deferimenti) già ultimo a zero punti. Caliendo per rimediare avrebbe anche ceduto la società, pesantemente indebitata, all’ex presidente del Varese, Aldo Taddeo, con un preliminare tra la società (la Wpc che ha sede in Lussemburgo) che detiene il Modena e la società Ital Slovakia con sede a Bratislava rappresentata dallo stesso Taddeo. La prossima settimana sono attese le firme. Ma intanto oggi non si gioca.

Fonte: La Gazzetta dello Sport