Il Livorno spreca Angelo colpisce e lancia il Siena

MARCATORE Angelo al 44’ del p.t. 
LIVORNO (3-4-1-2) 
Mazzoni 5,5; Bernardini 5,5, Emerson 5, Valentini 5,5; Gemiti 6, Schiattarella 5,5, Benassi 6 (dal 14’ s.t. Ceccherini 6), Lambrughi 4,5 (dal 10’ s.t. Piccini 6); Belingheri 5,5; Dionisi 6, Paulinho 6,5. 
Panchina Bardi, Aldegani, Saulo, Andrea, Siligardi, Bartolini, Biasci, Greco. 
Allenatore Nicola 6. 
ammoniti Schiattarella, Emerson 
SIENA (4-3-2-1) 
Lamanna 6; Angelo 7, Morero 6, Crescenzi 6,5, Dellafiore 6,5; Pulzetti 6,5, Schiavone 6, Vergassola 6 (dal 25’ s.t. Giacomazzi 6); Rosina 6,5 (dal 33’ s.t. Mannini s.v.), Giannetti 6,5; Paolucci 6,5 (dal 14’ s.t. Spinazzola 6). panchina Farelli, Pegolo, Valiani, Rossetti, Scapuzzi, Redi, Mulas. 
Allenatore Beretta 7. 
ammoniti Giacomazzi 
ARBITRO De Marco di Chiavari 6,5. 
NOTE paganti 3.582, incasso di 14.395 euro. Angoli 3-7. 

Il Livorno graffia subito, ma alla fine vince il Siena, legittimando la qualificazione con una ripresa da applausi e un primo tempo usato per fare bottino poco prima del riposo. Tre gol mancati d’un soffio nei primi 28’ con Paulinho (una traversa su punizione e due pali sfiorati da ottima posizione già dopo un minuto) e un clima da «arrivano i nostri…»: lunedì Duncan, poi Mosquera, e anche un’ altra punta da A dopo i tentennamenti di Rocchi. In panchina, però, ricompare Siligardi dopo l’infortunio, per farlo sentire parte integrante del progetto salvezza: per Nicola sarà arruolabile a settembre, per fine ottobre appare sicuro il suo ritorno in campo. 
La svolta La piega indelebile al match la dà Angelo: riceve palla in area, «travolge» Lambrughi (troppo molle mentre lo marca stretto) e piazza il pallone a fil di palo, quello di competenza di Mazzoni non impeccabile come già successo poco prima, su una sassata di Rosina: 0-1, risultato inchiodato. Mazzoni si fa un po’ perdonare quando proprio Rosina (al 5’ s.t.) su punizione manda la palla dove si formano le ragnatele, e cioè tra palo e traversa: vola, smanaccia, evita quel raddoppio che il Siena, visto il finale, avrebbe anche meritato. Ma nel bene e nel male la differenza la fa Paulinho: 5 palle gol confezionate: una traversa (tutto merito suo) e quattro sussulti di delusione: la chiave è anche lì. 

Duelli Con quasi 34 gradi, la voglia di fare le schegge ti finisce sotto i tacchetti. Nel primo tempo le squadre ricordano due pugili nel bel mezzo del ring a dimenarsi. Nicola sposta, inventa e rammenda: Schiattarella centrale di mediana, Gemiti sulla sua destra, e solito «due con» avanti, con Dionisi più servitore che servito. La sua squadra fa possesso palla e attacca, ma becca la rete e il tutto si complica. Con lo spostamento di Emerson in mediana nella ripresa (Bernardini centrale) non cambia nulla, anzi, permette al Siena di farsi più spavaldo e con Beretta che sobbalza dalla panchina non vedendo chiudersi, come vorrebbe, ci sono anche tre ripartenze intriganti. Passa il Siena, la curva becca Spinelli («mio presidente… da 10 anni non compri niente…»)… e meno male che sono appena tornati in A, ben coscienti che la rosa è da rimpinguare. 

Fonte: La Gazzetta dello Sport