Lavorare sulla testa e sulle gambe, il lavoro alla lunga paga

Con l’Olbia ci voleva la vittoria e vittoria è stata! Tra luci (tante) e ombre (altrettante) il Siena ha conquistato i tre punti sul filo di lana, con una rete di Karlsson che ha fatto infuriare gli isolani. Un buon primo tempo aveva fatto capire che la rete era nell’aria, cosa puntualmente arrivata ad inizio ripresa grazie ad uno strepitoso Disanto e bissata dopo solo tre minuti dal ritrovato Caccavallo. Risultato che sembrava messo in cassaforte, ma improvvisamente si è spenta la luce e gli uomini di Canzi sono riusciti a raggiungere un inatteso pareggio creando apprensione tra le fila bianconere. Cos’è successo in quei dieci minuti centrali del secondo tempo? Difficile da capire, quasi impossibile per chi si limita a fare il cronista o il tifoso, ma non certo per Maddaloni che vive la squadra quotidianamente e a 360 gradi. La squadra sta cambiando pelle e la mano del tecnico si vede, ma quanto accaduto sabato fa capire che c’è ancora da lavorare. Le assenze per infortunio hanno condizionato le scelte, ma è molto condivisibile quanto scritto da Federico Castellani ne Il bicchiere quando invoca un calcio “pane e salame” senza ricorrere a soluzioni che, nei fatti, si sono dimostrate poco efficaci.  Con l’imminente ritorno di Paloschi (finalmente!) le cose cambieranno, l’allenatore potrà ridisegnare la squadra e trovare quegli equilibri che domenica, in certi momenti della partita, sono mancati. Siamo al quarto posto in solitaria, dovremo difendere la posizione e, se possibile, scalare ancora la classifica, impresa non facile ma possibile, soprattutto se riusciremo a dare continuità ai risultati. (NN)

Fonte: FOL