Il futuro dipenderà dalle scelte

Amarezza, sconcerto, rabbia ma, alla fine anche rassegnazione: il Siena 2020-21, è questo. A cinque partite dalla fine della stagione, il quadro è chiaro e inequivocabile e dice che la rosa messa a disposizione di Gilardino non è la migliore del girone, è una buona squadra, con qualche pregio e qualche limite di troppo, ma niente di più. Si, gli arbitraggi ci hanno spesso penalizzato, l’esonero di Gilardino ha destabilizzato, la strana coppia ha fatto più danni della grandine, siamo partiti in ritardo, tutte giustificazioni accettabili, ma non al punto di non affermare che questa squadra è stata costruita male e non adeguatamente corretta a gennaio. Piano piano, ma nemmeno troppo, tutti gli obiettivi stanno fallendo. Chiuso il discorso promozione diretta, anche i playoff si sono allontanati e alla fine, se in queste ultime cinque partite non ci sarà una netta inversione, si raggiungerà solo una comoda salvezza. Poco, troppo poco per una società che era partita con ben altri obiettivi e roboanti dichiarazioni. Basta e avanza per giustificare la rabbia dei tifosi, la delusione di una tifoseria che ha solo voglia di rialzare la testa e di non venire più umiliata da realtà troppo lontane dalla nostra storia e che, in questa stagione, hanno trovato il loro momento di gloria quando hanno affrontato i bianconeri. Chi ha sbagliato e dimostrato di non essere all’altezza deve lasciare il suo posto, nella speranza che, finalmente, le scelte abbiano una logica. Quando si punta ad un obiettivo unico, il margine di errore è molto limitato, soprattutto in serie D che, per chi ancora non l’avesse capito, è un campionato difficilissimo. Ci vuole esperienza e capacità, conoscere bene la categoria e scegliere di conseguenza. La prima è andata male e se vogliamo iniziare la risalita l’unico inevitabile intervento è quello di fare piazza pulita dei tanti che hanno fallito, in campo e dietro la scrivania.

Fonte: FOL