Il Fedelissimo – Arrigoni: “Tranquilli e positivi, giocare in casa dev’essere una forza”

A Lecco il cambio tattico di Dal Canto, col passaggio alla difesa a tre, è stato determinante. “Lo abbiamo provato per la prima volta nella settimana prima della partita, il mister è stato in dubbio fino alla fine – racconta a Il Fedelissimo il centrocampista Tommaso Arrigoni – ci ha dato più compattezza, cosa che era mancata un po’ a livello di squadra, e la mossa a dato i suoi frutti”.

Quest’inizio di campionato sembra una montagna russa: sconfitta, vittoria, sconfitta, vittoria.

La rosa è nuova, ancora ci dobbiamo conoscere bene. Se analizziamo le due gare in casa abbiamo raccolto meno di quanto meritassimo. Con l’Olbia si contano 17 tiri fatti e 3 subiti, con la Carrarese Polidori ha preso il palo sullo 0-0 e su di me c’era mezzo rigore.

Ecco, soffermiamoci su questo episodio. Palla di Campagnacci, tu ti inserisci e…

Non sono arrivato sul pallone, anche perché il portiere è uscito a 2.000 all’ora. Ho saltato per non farmi male, per me era rigore. Il guardalinee ha segnalato il fuorigioco sia a me che Polidori. Ma io ero in posizione regolare.

Ora si torna a giocare in casa, per cercare i primi punti.

Con la Pro Patria è un bel banco di prova perché ci dobbiamo riconfermare. Giocare in casa non dev’essere un problema, ma una forza. Noi per primi dobbiamo compattare l’ambiente con i risultati e le prestazioni. Ce la stiamo mettendo tutta. Chiedo a tutti di stare più tranquilli e positivi.

Il tuo gol a Lecco è stato più difficile di quanto sembri.

Dalle immagini non si capisce benissimo. La palla era alta, non era semplice impattarla. Il portiere secondo me non se lo aspettava che tirassi di prima.

Come ci si sente ad essere capocannoniere della squadra?

(Ride, ndr). Beh, è una cosa nuova. Anzi no, l’ho già vissuta a Lucca, segnai i primi due gol della Lucchese. Quando si fa gol è bello, soprattutto se arrivano punti.

Con la Lucchese 5 gol nel 2017/18. Punti a battere il record?

So dove voglio arrivare, mi sono prefissato obiettivi personali ma non dico niente.

Hai cominciato a segnare di recente. Come mai?

Non te lo saprei dire. Forse è una questione mentale, di convinzione, prima osavo di meno. E anche l’esperienza conta. Sono cresciuto molto a livello realizzativo e di concretezza, cerco di più la porta.

Sei tornato a fare la mezz’ala, scambiandoti con Gerli.

Sono sempre a disposizione del mister. È ovvio che sono due ruoli diversi. Fabio è più un play, fa un po’ più fatica da mezz’ala perché lo ha fatto poco. In regia siamo coperti benissimo, c’è anche Bentivoglio.

Con la Berretti ti abbiamo visto trequartista.

Sì, ho parlato col mister, è un ruolo che ho già fatto e mi trovo bene anche lì.

Parliamo del rinnovo di contratto fino al 2022.

Ne abbiamo parlato tutta l’estate, siamo molto contenti di questo matrimonio. C’è tutto per far bene, vorrei realizzare il sogno di vincere qui il campionato, sento che ci sono le possibilità.

Altri tre anni a Siena: questa cosa ha avuto un impatto sulla tua vita privata?

Non ho comprato casa perché qui i costi sono esorbitanti (ride, ndr). Poi nel calcio discorsi a lungo termine non li puoi fare. Sono in affitto, tra Uopini e Badesse. A Siena si sta bene, si vive bene, è la mia ragazza che spinge per vivere qui!

Arrigoni nel tempo libero?

Quando posso vado a pescare. Fiume, lago, mare, non ha importanza. Sono andato con Paolo Saracini, con David Betti (ex fisioterapista del Siena, ndr). Ho sentito che qualche giocatore è appassionato. Il prossimo che porterò sarà Panizzi!

Chi è il più scaramantico del gruppo?

Il numero 1 è Vassallo, sono molto legato a lui. Ha tramandato i gesti scaramantici con Gerli e D’Ambrosio, abbiamo le nostre cabale.

Perché la numero 4?

Mi è sempre piaciuto come numero e ha portato fortuna.

Non c’è più Aramu, qualche punizione tocca anche a te.

Sì, e devo migliorare e allenarmi di più. Ne ho già avute troppe e non sono mai arrivato all’obiettivo.

Sai che c’è un Tommaso Arrigoni chef stellato?

No, non lo sapevo. Comunque mi piace cucinare, sicuramente sono meglio della mia ragazza! Ogni tanto quando torno a casa mi faccio riempire il frigo della nonna di piadine e cappelletti, e giù di cene con gli amici.

E Arrigoni calciatore come può diventare “stellato”?

Continuando su questa strada. Lavorare, lavorare, lavorare per crescere sempre di più.

(Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Il Fedelissimo