Il dubbio: cosa potrebbe esserci dietro alla non decisione della FIGC

A distanza di qualche giorno dalla decisione-non decisione del Consiglio Federale della FIGC sui ripescaggi, emerge qualche elemento che, forse, fa capire i motivi di un rinvio senza precedenti. La riunione del CF era stata programmata da tempo per il 27 luglio, all’indomani della pubblicazione dei dispositivi del Collegio di Garanzia del CONI, con un odg ben chiaro che, per quanto concerne i ripescaggi, recitava così:

-domande di riammissione e di ripescaggio nei campionati professionistici 2021/2022

-provvedimenti conseguenti; domande di sostituzione nel campionato di Serie C 2021/2022

Puntualmente il CONI pubblica i dispositivi, ma non le motivazioni che, come da prassi, richiedono qualche giorno in più. Questo aspetto era a conoscenza del Consiglio Federale fin dal momento in cui è stata fissata la riunione per il 27 e in passato sempre si era riferito ai dispositivi e non alle motivazioni. Il 27 luglio la sorpresa: la FIGC non assume nessuna decisione, se non quella inerente il Picerno e rinvia tutte le altre. Perché tutto questo? A capirne di più ci aiuta l’atteggiamento difensivo del Chievo, che nella sua squadra schiera anche il più accreditato tributarista italiano, il prof. Bernardo Giorgio Mattarella, figlio del Presidente della Repubblica. Il Chievo – e la notizia è di ieri – come riportato da Tuttosport, “sollecita la Covisoc, la commissione che da l’ok alle iscrizioni, per avere accesso agli atti di tutte le iscrizioni delle società di A, B e C degli ultimi due anni, in modo da dimostrare che le irregolarità che hanno portato all’esclusione del club veronese sarebbero in realtà diffuse, ma in precedenza sono state valutate diversamente”.

Il dubbio è che questa mossa del Chievo, ufficializzata ieri ma già a conoscenza del Consiglio Federale e che potrebbe generare un vero terremoto, abbia portato verso la non decisione, in attesa del pronunciamento del TAR, atteso per il 2 agosto (forse). Tutto lascia prevedere giorni caldi, con la Giustizia Sportiva che, demandando al TAR la decisione finale, rischia di uscirne davvero malconcia. (NN)

Fonte: FOL