Il domani dei giovani si costruisce passo dopo passo, iniziamo a fare il primo

Il settore giovanile del Siena è, a detta di chi lo ha creato, uno dei più importanti sia per la qualità che per i risultati che ha raccolto e sta raccogliendo.

I risultati, è vero e ne siamo orgogliosi, sono importanti, basti pensare alla finale scudetto disputata nella passata stagione, qualche dubbio ci viene sulla qualità in funzione di un utilizzo futuro in prima squadra.

La funzione di un settore giovanile – al di là dell’aspetto sociale, argomento questo che affronteremo nei prossimi giorni –  è, a nostro parere, quella di esprimere qualche giocatore che possa andare a far parte dell’organico della prima squadra o che, in ultima analisi, possa comunque portare dei vantaggi alla società che, non dimentichiamolo, investe per la sua crescita.

Tanto per fare un esempio, alla fine degli anni ’90 la squadra Beretti del Siena vinse il titolo nazionale. Elogi a tutti, soddisfazione per i dirigenti e per i tifosi, ma di quella squadra, ad eccezione del portiere Benassi che è arrivato a militare nella Prima Divisione, di tutti gli altri giovani si sono perse rapidamente le tracce.

Quest’anno nel settore giovanile bianconero militano giocatori che, vista la situazione, meriterebbero un’attenzione maggiore, soprattutto per saggiarne la maturità e le capacità per un impiego futuro nella rosa della prima squadra, senza dimenticare “l’ex giovane” Marcelo Larrondo che per ora si è dovuto accontentare di pochi minuti, qualche panchina e tanta tribuna. Non è un po’ poco per un giocatore pagato 1,8 mln di euro?

E che dire di Giannetti? Perché non iniziare a fargli assaggiare qualche “calcio” in serie A? E’ giovane, è vero, ma se uno è bravo, e Niccolò lo è davvero, qualche spezzone potrebbe portargli dei vantaggi importanti in termini di crescita.

Stesso discorso andrebbe fatto per Arroe, Buchel, Mannini e qualche altro di cui si sente parlare in termini entusiastici, compreso il nigeriano Odibe che molti allenatori giudicano positivamente ma che ancora non è chiaro se è stato tesserato o meno.

Non diciamo di buttarli in blocco allo sbaraglio, equivarrebbe a bruciarli subito, ma un utilizzo benché limitato e a rotazione, sarebbe sicuramente molto utile sia per gli interessati che per la società.

Domenica a Verona con il Chievo, mancherà Maccarone, appiedato dal giudice, perché non mettere alla prova Larrondo almeno per uno spezzone? Degli altri attaccanti sappiamo tutto, di lui ancora niente, forse è giunto il momento di metterlo alla prova e, magari capire, se può veramente aspirare ad un posto nella rosa del prossimo campionato o se sarà arrivato il momento di cederlo cercando, magari, di recuperare almeno una parte della cifra investita su di lui.  

Il domani si costruisce passo dopo passo, iniziamo a fare il primo. (Nicnat)

Fonte: Fedelissimo Online