IL COMMENTO di Orlando Pacchiani

 

I dati di fatto: alla quarta giornata il Siena ha perso contro due grandi del campionato (per quanto malridotte), Milan e Roma, e contro la capolista che sta facendo meraviglie, la Sampdoria. L’unico confronto diretto l’ha stravinto, in trasferta. Quella che l’hanno scorso era una delle migliori difese del campionato, a oggi e’ la peggiore, in coabitazione, con nove reti subite. Gli attaccanti segnano di più.

La valutazione su Genova: è stata probabilmente la sconfitta peggiore dell’era Giampaolo. Per l’incredibile somma di errori individuali in occasione delle reti subite (da Del Grosso a Parravicini, da Curci a Ficagna, per restare a quelli più evidenti), per l’approssimazione collettiva della difesa e del centrocampo nella fase di copertura, per l’arrendevolezza mostrata già dopo il vantaggio della Sampdoria. Sinceramente, non era andata così contro Milan e Roma, quando erano arrivate sconfitte evitabili ma in parte anche condizionate dalla poca fortuna. Stavolta no, il tracollo è stato totale.

La valutazione complessiva: la squadra è oggettivamente più debole dell’anno scorso, soprattutto in difesa dove il lavoro di Giampaolo tende a farsi più vedere. E non è nemmeno (o meglio: solo) questione di singoli: a forza di mischiare gli ingredienti, qualche volta va bene, ma alla fine esce anche un sapore meno gradevole. Si potrà migliorare, ma quanto tempo è necessario? E quanto tempo serve per calibrare meglio il centrocampo? La realtà è che serve accelerare il processo di integrazione dei nuovi, che spesso faticano ad inserirsi nei meccanismi di Giampaolo il quale, viceversa, spesso ha bisogno di molte conferme durante la settimana prima di lanciare i nuovi arrivati. Poi magari va a finire che Genova è stata solo un’imbarcata, che mercoledì arriva una vittoria convincente e le chiacchiere passano a zero.

Il clima: la settimana post-Roma è stata devastante. La celebre intervista di Lombardi Stronati ha posto tutte le condizioni per un clamoroso scollamento tra società e ambiente ma, quel che è più grave, tra società e squadra. Intendiamoci: in campo non ci va il presidente e la colpa dell’1-4 non è sua. Ma quando si deve lottare per salvarsi magari per uno o due punti, anche i particolari possono essere determinanti. Ecco, se Lombardi Stronati avesse fatto una sfuriata dopo Genova probabilmente avrebbe anche fatto bene. Dopo la Roma no, creare quel clima è stato un errore che poteva tranquillamente evitare.

Il futuro: allarme sì, ma il disfattismo sarebbe un errore. Il Siena dovrà lottare fino alla fine per salvarsi e di conseguenza passerà giornate brutte, però aspetterei quantomeno il Chievo prima di capire a quale livello deve salire la preoccupazione. Se per alcuni il problema è Giampaolo, non mi sembra il caso di scaricare così in fretta l’allenatore che l’anno scorso ha condotto il Siena a una salvezza tranquilla e che comunque la società ha voluto confermare a ogni costo. Ha le capacità e qualità per fare il bis. Semmai il problema può essere la rosa, ma fino a gennaio non si può intervenire. Anche se visto come è andata finire con Ferri (che Giampaolo voleva, ma la società non ha preso), non sarei troppo fiducioso. E questo scollamento tecnico-società, di nuovo, mi sembra il problema più grave, che nel bene della Robur sarebbe il caso di risolvere al più presto. (Orlando Pacchiani)

Fonte: Fedelissimo Online