Il Chievo 2008/2009 si salvò girando a tredici punti

Continuare a crederci. Dovrebbe essere questo l'imperativo, categorico ed assoluto della Robur in questo momento della stagione, quello del giro di boa. Iachini lo dice da quando è arrivato, ma è ovvio che se si da uno sguardo alla classifica ecco che l'ottimismo del mister diventa difficile da condividere anche dai più positivi. Negli ultimi campionati di serie A rimonte come quella che, almeno in teoria, vorrebbe fare il Siena sono successe molto di rado. Nella stagione 2008/2009, quando il Siena raggiunse il primato di punti in A con Marco Giampaolo in panchina, il Chievo arrivò al giro di boa con 13 punti, insieme alla Reggina, due lunghezze sotto il Torino e quattro dal Lecce, quart'ultima con 17. Granata ed reggini alla fine dissero addio alla massima serie, mentre i clivensi di Di Carlo (che sostituì l'esonerato Iachini) riuscirono nell'impresa con un girone di ritorno da favola, nel quale sbancarono anche il Franchi vendicando il ko che Galloppa e Maccarone avevano inflitto a Pellissier e compagni all'andata. Nelle stagioni successive un'impresa del genere non è però mai riuscita. Nel 2009/2010 lo stesso Siena `girò' a 12, e un più che dignitoso girone di ritorno non servì a nulla se non evitare l'ultima piazza. L'Atalanta, che chiuse il girone di andata a quota 14 seguì Siena e Livorno in B, mentre la terzultima di allora, cioè il Catania collezionò 30 punti nelle restanti 19 giornate, chiudendo a 45 con una salvezza tranquilla. Nella stagione successiva, quella che vide il Siena di Conte tornare subito in A, il Bari orfano di Perinetti totalizzò 14 punti nel girone di andata, uno in meno del Brescia, che con gli stessi pugliesi e la Sampdoria disse addio alla A senza lottare più di tanto. Nell'ultimo campionato il Novara dei vari Paci e Dellafiore alla diciannovesima aveva 12 punti e neanche qualche interessante colpo sul mercato riuscì ad evitare l'immediato ritorno tra i cadetti. Discorso simile per il Cesena, che `girò' a quota 15 nonostante i proclami di inizio stagione. Fece meglio il Lecce che grazie ad un bel girone di ritorno (chiuse l'andata a 13 punti) sfiorò l'impresa sotto la guida di Serse Cosmi e con Muriel e Cuadrado protagonisti di giocate eccezionali. Quello che attende il Siena a partire da domenica è quindi davvero qualcosa di molto difficile, anche se con la quota salvezza che al momento non sembrerebbe altissima non è tempo di disperare. Ovviamente i punti vanno fatti adesso, prima che sia troppo tardi e diventi tutto inutile.

Fonte: La Nazione