Il calcio sbagliato di Lotito

Il mondo del calcio è sempre di più un grande circo. Ci si può trovare di tutto e di più, soprattutto tra i dirigenti, altro che nani e ballerini come si diceva una volta. Tutto è spettacolo, tutto è improntato a mantenersi sulla cresta dell’onda, poco importano i risultato, tanto sono sempre colpa dell’arbitro, poco importa se ci sono scadenze da rispettare, fair play e altre amenità varie, ma soprattutto c’è gente che si dimentica che fondamentalmente il calcio rimane uno…sport. Negli ultimi anni abbiamo visto di tutto, ma il personaggio Lotito sta superando davvero oltre ogni limite. Le sue dichiarazioni, un tempo,erano pane per i denti della satira televisiva, con quelle sue citazioni in latino maccheronico e quell’aria stralunata, ma le parole dette dal patron laziale in una telefonata con il presidente dell’Ischia, hanno superato davvero il confine della decenza. Non è più satira, non c’è più da ridere, quelle parole feriscono mortalmente chi ama il calcio e se Lotito è uno dei presidenti più in vista, figuriamoci gli altri. Cosa ha detto Lotito? “se in serie A salgono squadre come Carpi e Frosinone, il sistema salta”, come dire che squadre di piccole città con pochi tifosi, al di là dei risultati sportivi che ottengono, non sono all’altezza di giocare nella massima serie. Chi è uomo di sport non può nemmeno concepire le parole di Lotito. Lo sport, compreso il calcio, è fatto di risultati sul campo, di vittorie e sconfitte. La storia del calcio italiano, e non solo, è fatta di imprese epiche, di piccoli Davide che battono il gigante Golia. Vogliamo ricordare le vittorie del Verona trenta anni fa, o della Sampdoria, così come quella del Montpellier in Francia qualche anno fa o del Wolfburg in Germania. Ditemi, altro esempio, chi non ricorda il fantastico 2 a 3 del Lecce retrocesso che fece perdere il campionato alla Roma nell’86 o quel Verona –Milan 5-3 entrato negli annali. Ribattere ai concetti, addirittura ribaditi nei giorni seguenti alla famosa intervista, da Lotito, amatissimo da quasi tutti gli altri presidenti, è troppo facile. Ci si può arrabbiare, gridare all’errore arbitrale, imprecare contro questo o quello, ma pensare che il calcio, ad alti livelli sia valutato in base ai bilanci e non ai risultati sul campo, ci fa rabbrividire. Pensare che i soldi di tante squadre siano frutto solo degli introiti televisivi, è una disfunzione tutta italiana nella quale sono nati, appunto, personaggi come Lotito che all’estero non farebbero entrare nemmeno allo stadio. Le “grandi” squadre vogliono fare un torneo ristretto, tutto per loro, senza più il rischio di pareggiare contro il fanalino di coda Parma? Facciano pure, ci sarà sempre una squadra più forte economicamente e una più debole, e l’interesse dei tifosi scemerebbe lo stesso.

I massimi dirigenti calcistici italiani eletti negli ultimi anni sono degni dell’avanspettacolo più vecchio e sinceramente non fanno nemmeno più ridere. Il calcio italiano va male, a tutti i livelli: impianti, risultati, bilanci economici. La colpa di chi è? Per molti, tanti, troppi, è sicuramente dei tifosi. Se viene “daspato” un tifoso per lo scoppio di un petardo, come dovrebbe essere sanzionato uno come Lotito? Riflettiamo gente, riflettiamo.

 Antonio Gigli

 Fonte: Fedelissimo Online