Il Brescia sale in B Lega Pro a 53 club con il caso Seregno

E’il giorno dei ripescaggi per il Consiglio federale. Sarà un ulteriore passo verso la definizione dei ranghi di B e Lega Pro, anche se per la composizione definitiva bisognerà aspettare l’esito dei processi dell’11, 12 e 13 agosto (anzi, quello dei relativi appelli). Ma in quel caso, chi subentrerà alle condannate alla retrocessione, non sarà una ripescata, non dovrà quindi versare l’assegno a fondo perduto.

BRESCIA OK Assegno di un milione che ha portato invece il Brescia, la squadra che sostituirà il Parma fallito in B. La documentazione presentata è conforme alle regole e dunque il Consiglio federale, in base ai criteri di ripescaggio, sceglierà la società lombarda rispetto a Lecce e Cittadella. I tifosi della curva Nord sono già pronti a darsi appuntamento questa sera in piazza Repubblica, ritrovo abituale dei festeggiamenti calcistici in città.

DUE PROMOSSE Molto più complicata la storia in Lega Pro. Rispetto all’ultimo Consiglio federale sulle «mancate iscrizioni » , qualcosa è cambiato. Il Collegio di garanzia del Coni ha reinserito la Paganese. Il conto di chi non ce l’ha fatta è a quota 8. Ma i posti a disposizione per le ripescate sono 9, visto che il Brescia salirà. In realtà però potrebbero essere solo due le squadre a beneficiare delle caselle vuote: AlbinoLeffe e Pordenone, pronti a versare (anche) i 500mila euro a fondo perduto.

PROBLEMA SEREGNO E il Seregno? Il problema non è economico, tutte su questo fronte è ok, compreso il versamento dei 500mila euro che ha stoppato la maggior parte delle società. Il problema è l’impianto: lo stadio Ferruccio non ha tutti i requisiti necessari – problemi di tornelli, non di capienza – e si ritiene difficile poter risolvere tutto in un mese. Non solo: le regole della Lega Pro non prevedono deroghe per giocare fuori dal proprio comune per le ripescate. Insomma, a meno di colpi di scena dell’ultim’ora, il Seregno non sbarcherà in Lega Pro.

SOLO IL CONI In ogni caso, oggi il Consiglio federale dirà sì o no, con possibile ricorso (nel secondo caso) al Collegio di garanzia del Coni. Ricorso che invece è stato respinto per ciò che concerne i criteri di ripescaggio. Proprio l’organismo presieduto dall’ex ministro Frattini ha infatti detto no a Forlì, Sambenedettese e Gubbio che ritenevano illegittimo lo scoglio economico. Dunque, in Lega Pro si va verso un campionato a 53 squadre con due gironi da 18 e uno da 17.

Fonte: La Gazzetta dello Sport