Il bicchiere di Federico Castellani

Proseguono senza soluzione di continuità gli stop alle partite. Anche se il campionato è stato sospeso la vana speranza che vi fosse il modo di recuperare gli innumerevoli rinvii segna il passo. E stanno arrivando i rinvii dei rinvii dei rinvii. Qualcuno avanza anche l’ipotesi, non peregrina per la verità, che qualche società ci speculi facendo marcare visita a qualche giocatore per non giocare. Non mi meraviglierei sinceramente. Ma non vi sono alternative. 

Mezzo pieno

L’unico aspetto positivo è quello di permettere ai giocatori infortunati e non malati di COVID19 di recuperare. Ma è una magrissima consolazione.

Mezzo vuoto

Ce ne sarebbe di motivi per vedere il bicchiere mezzo vuoto. Sinceramente questa situazione smorza gli entusiasmi a tutti. Da giocatori a società e tifosi. Già venivamo da una estate horribilis e che, a questo giro, aveva lasciato una ferita profonda nei tifosi e sportivi. Due non iscrizioni in poco più di un lustro è quasi un record che fa sbiadire i bei ricordi del tempo che fu. Come una nemesi storica (nemesi: [nè-me-si] Avvenimento o serie di avvenimenti negativi che si ritiene seguano ineluttabilmente, quale fatale compensazione) sembra quasi che qualcuno ci voglia far scontare gli anni felici delle serie cadette e serie A. Il morale è sotto i tacchi e il momento nazionale certo non aiuta a risollevarsi. Ma la vita è fatta di tante cose e anche di passioni. Possiamo dir tutto sul calcio, sulla sua inutilità, sul fatto che esistono in una scala di valori essenziali tante cose sicuramente più importanti che sconvolgono le nostre vite attuali. Ma la vita è fatta anche di passioni. Soprattutto di passioni. Toglierle d’un tratto fa male. Anche se si parla di una partita di calcio di serie D.

Fonte: FOL