Il bicchiere di Federico Castellani

Dopo la bella partenza doccia fredda. Non ci siamo entusiasmati eccessivamente allora non ci deprimiamo troppo ora. Questo è il Mantra. Ma, tuttavia, non si può non stigmatizzare la prestazione mediocre contro, niente po’ po’ di meno, il Tiferno Lerchi. Squadra di Citta’ di Castello matricola della categoria. Le belle parole che Mister Onofri ha regalato al Siena e a Siena a fine partita dovrebbero far riflettere che cosa significa giocare in serie D a Siena. A partire da Gilardino, ai giocatori tutti e infine anche alla Proprietà e staff tecnico. Ci sono molte attenuanti sicuro, ma i punti non valgono meno perché siamo all’inizio. Anzi possono deprimere. Come lo è stato la sconfitta di ieri. Per come è maturata, per la rotondità del risultato e, senza mancare di rispetto, per il prestigio dell’avversario. 

Mezzo pieno

Pochissimo da salvare. Forse l’incoraggiante prova di Forte ma tutta da verificare. Per il resto buio totale. Da elogiare il gruppo di tifosi, tenerissimi con scalei e quant’altro, a seguire indomiti la partita da fuori. Interpretare direi. Vera passione. Cuore. Senza ma e senza se. Questo passa il convento secondo le fantasiose regole anti Covid in merito agli spettacoli all’aperto.

 

Mezzo vuoto

Premessa doverosa che, non avendo potuto osservare compiutamente il match, certe considerazioni possono essere frettolose o imprecise. Ma tant’è. Tornando alla partita molti aspetti lasciano l’amaro in bocca. In primis per come si è concretizzata la sconfitta. Il buon Mister Onofri ha semplicemente (per quello che ho potuto constatare a pezzi e bocconi da fuori e ascoltando i commenti dei pochissimi presenti quindi prendiamolo con le molle) avanzato di 20 metri la linea, attuando un bel pressing e bloccando sul nascere le iniziative bianconere. Basandosi sull’atletismo dei suoi inevitabilmente più in palla dei nostri. Che sono caduti nella trappola limitandosi ad un giro palla noioso e improduttivo per ridursi a lanciare gli attaccanti in profondità. Ma questi attaccanti (Guidone e Sartor) non attaccano la profondità e quindi…….  Non si è cambiato nulla tatticamente in corsa e abbiamo continuato, cocciuti, a giocare così fino al patatrac. Poi il fatto che questa rosa schiera quasi il doppio delle quote. Ieri sei. Troppi forse? Sappiamo che i ragazzi possono perdersi quando le cose non vanno così come si possono esaltare. A seguire le prove incolori dell’asse portante bianconera. I celebratissimi dai quali ci si aspetta la differenza non hanno fatto la differenza. Anzi. Ora non bisogna deprimersi ma bisogna voltare pagina e subito. La serie D è un campionato vero dove i giocatori non sono dei Dilettanti ma professionisti a tutti gli effetti. Gap troppo elevati con la prima potrebbero non essere colmati aspettando una condizione atletica molto addivenire. Bisogna restare in scia senza perdere il contatto per cercare di accelerare quando sarà il momento. Se no, Covid19 permettendo, potrebbe essere una fatica immane. In ultimo un invito ad ascoltare il saggio Onofri che ben ha illustrato alcuni concetti: la categoria, l’anima pugnandi che deve caratterizzare le squadre in particolare in serie D e infine essere consapevoli di cosa rappresenta in categoria per Allenatori, giocatori, Società di piccole realtà venire e giocare contro il  Siena. Per quello che abbiamo rappresentato e per quello, si spera, rappresentiamo. O dovremmo rappresentare.

Fonte: FOL