Il Bicchiere a cura di Federico Castellani

Una partita stregata, o almeno così è parsa fino a circa 5 minuti dalla fine. Poi una zampata del solito Alberto e le cose si sono raddrizzate, e meno male. Abbiamo rotto l’incantesimo di una maledizione natalizia che sembrava ripetersi. Quindi accontentiamoci in una partita dove la palla sembrava proprio non voler varcare quella fatidica linea bianca. Contro una squadretta arrembante e terribilmente baciata dalla fortuna abbiamo sfornato una partita che è iniziata subito in salita. Poi abbiamo rivisto a tratti quegli occhi di tigre che tanto ci erano piaciuti nella prima parte del campionato e dei quali avevamo perso traccia. Ora bisogna continuare perché il torneo ci presenta sfide dure che andranno affrontate a viso aperto e petto in fuori.

Mezzo pieno

Un secondo tempo brillante, forte, deciso. Il miglior Siena targato fortemente Pagliuca dove finalmente abbiamo rivisto una squadra viva e piena di rabbia. Tiri da fuori a ripetizione, finalmente dico io. E poi tanti cross a mettere in difficoltà la difesa arroccata. Un habitat dove naturalmente è saltato fuori un Paloschi re dell’area piccola. Ce n’era bisogno. Da rimarcare un Frediani che sembra in forma e che ci sorprende in positivo anche perché fino ad ora non avevamo mai avuto l’occasione di vederlo.

Mezzo vuoto

Dobbiamo dire che la scelta di un attacco fatto da tre rapidi, ma troppo leggeri, dava l’impressione di non riuscire a sfruttare le tante occasioni che pure arrivavano. Un centrocampo che talvolta sembra non fare più dovuto filtro davanti alla difesa e la presenza di un centroavanti era quasi imprescindibile. Infatti, entrato Paloschi, la musica è cambiata fino a fare esplodere un Rastrello che, seppur non affollato, è stato pieno di straboccante passione. Ora giochiamocela a Chiavari, un campo che, ahimè, storicamente non ci ha mai dato grandi soddisfazioni, ma appunto per questo si può sempre invertire la marcia. Forza Siena e forza la Robur.

Fonte: FOL