Il Bicchiere a cura di Federico Castellani

Il tonfo è stato forte. Assordante. Nonostante la partita ti si fosse messa nella migliore delle ipotesi in 45 minuti della ripresa, a ritmo di un goal ogni 10 minuti, siamo stati capaci di beccare tre goal. Né più né meno di quelli di Entella. Ma diversi erano gli avversari con tutto il rispetto e ci aspettavamo tutti – e non solo i tifosi – qualcosa di più. Eppure c’erano tutte le condizioni: allenatore stimato e benvoluto dai giocatori. Formazione tipo con recupero dei vari infortunati a riposo cautelativo. Avversario certamente non trascendentale che veniva da una sonora batosta casalinga con l’ultima in classifica. Mini serie positiva che aveva riportato serenità- Ma abbiamo perso e ancora una volta senza potersi lamentare più di troppo. Si è vero: gli episodi. Il palo etc etc. La solita narrazione che diventa stucchevole. La realtà è che ne becchiamo tre in trenta minuti e la squadra si è dissolta dopo un primo tempo accettabile. Punto. Il resto sono chiacchiere.

Mezzo vuoto

Ancora una volta una squadra che dopo il primo tempo appare in tutti gli elementi, vecchi e nuovi, fuori fase. Cammina e corricchia, ma non corre. Gli altri invece battagliano in mezzo e davanti e anche se più giovani e meno figurine Panini, ci mettono sempre in crisi. L’idea è che sia la condizione atletica mai perfomante completamente, ma riflettendoci anche proprio strutturalmente, per caratteristiche fisiche dei giocatori bianconeri siamo poco in grado di fornire sveltezza e rapidità. Sempre molto compassati e privi di animus pugnandi. Si certo non lesinano impegno ma i risultati sono scarsi. Se ti gira bene la porti in fondo con qualche fatica se no…….. perdi. E bene come giovedì.

Mezzo pieno

Come al solito quando ci sono tre goal di differenza è dura vedere aspetti positivi. Nel complesso ben sei in quattro giorni.  Proviamoci. Buone indicazioni dal maltese che ha fatto una buonissima gara e il solito Disanto generoso oltre modo che però poi paga sotto porta il gran dispendio. Lanni reattivo e che prende quello che può ma non può niente quando un giocatore – ex di turno – colpisce la palla fra tre difensori senesi. In particolare Mora che lo lascia indisturbato a colpire su una palla lenta. Ennesimo patatrac difensivo. Ma non l’unico. E’ una sintesi forse banale ma così è dura. Ora arriva la Viterbese di cui tutti gli addetti ne parlano un gran bene essendo in forma e ricostruita a dovere nel mercato invernale con giocatori prèt à porter. Speriamo bene e cerchiamo di arrivare a quota 41. Noi siamo questi e la stagione si avvia mestamente all’epilogo. Il resto si vedrà. Forza Siena e Forza la Robur.

Fonte: FOL