Il  Bicchiere a cura di Federico Castellani

Continua l’emorragia di punti. Una giornata brutta. Un risultato brutto. Una situazione brutta. La sconfitta di ieri sera, oltre la valenza di aver perso una partita importante e in casa, mostra aspetti inquietanti. Una squadra che non è UN undici ma solo, al momento, undici giocatori. Alcuni buoni altri un po’ meno ma tutti afflitti dallo stesso virus. Non riescono a essere squadra. A ragionare da squadra con mentalità ovvero con un disegno chiaro in testa da raggiungere. Anche quando come ieri, al cospetto di una squadra inferiore nei giocatori e nella classifica si sono fatti superare incredibilmente dopo aver raggiunto la meta. Ovvero riuscire a scardinare un fortino incerto ma deciso a difendersi ad ogni costo. Dopo il sofferto ma meritato vantaggio l’insieme di giocatori bianconeri si dissolve come neve al sole e dopo aver preso il pareggio non riesce a riorganizzarsi e far prevalere quella superiorità che è nelle gambe ma non nella testa. Cosi, come un film già visto, aimè, inanelliamo la sconfitta bruciante in casa da un avversario che quasi non crede ai propri occhi dopo che avrebbe forse gioito anche per un pareggio stiracchiato con le unghie e coi denti. E invece se ne va consapevole dell’impresa di una vittoria che mancava da quasi mezzo secolo.

Mezzo pieno

Circa 55 minuti tutto sommato volenterosi e giocati in maniera forse scoordinata ma protesi a costringere l’avversario a chiudersi nel suo fortino in particolare grazie ad un Pezzella obiettivamente lucido e continuo come non mai in questo campionato. Mentre la classifica ancora regge. Ma fino a quando?

Mezzo vuoto

Una squadra che non riesce a compattarsi.  Darsi un obiettivo e raggiugerlo ad ogni costo. L’antitesi di quello che chiamasi squadra. Un gruppo di buoni giocatori che hanno bisogno forse del mental coach. Tutto questo risulta infine tremendamente complicato perché, al di là di come giocare, moduli e numeri, campioncini o giocatori esperti qui il problema, al momento, sembra la capacità di essere squadra: un gruppo con un’ unità di intenti. Se non lo sei la serie C ti marchia e ti punisce. Sembra ripetersi una situazione già vissuta nel recentissimo passato solo pochi mesi fa. Andiamo avanti e speriamo di dare una svolta decisa ad una brutta china. Brutta come la sconfitta di sabato sera. Forza Siena Forza La Robur

Fonte: FOL