Il bicchiere a cura di Federico Castellani

Il Bicchiere …FUORI PASTO

Sono ore travagliate quelle in casa Robur. Come un fulmine a ciel sereno ieri, in tarda serata, è arrivato il classico, laconico comunicato che informava la risoluzione consensuale del rapporto fra Gilardino e la Società armena. Non proprio a ciel sereno per la verità stante quello che, proprio poche ore fa, è emerso dalla consueta conferenza stampa dove risulta inequivocabile che i rapporti erano piuttosto tesi già da qualche tempo. Peccato. Il Gilardino piaceva alla città e ai tifosi. Un tipo schivo, mai sopra le righe e di non molte parole con un passato molto importante. Una griffe, un brand insomma per i nostri colori di cui ne andavamo fieri. Ora bisogna andare avanti sperando che il percorso non si interrompa sul più bello e che la Società sia consapevole delle sue azioni in un settore, quello del calcio italiano, particolarissimo. Un ambiente dove certe scelte, modi di fare possono essere il crocevia fra un anonimo campionato o un successo. Staremo alla finestra ad osservare da amanti di questi colori i contraccolpi possibili che già da sabato e mercoledì ci indicheranno più chiaramente la strada che ci aspetta. Ovvero la vittoria del campionato: senza se e senza ma. O un cammino ad ostacoli.

MEZZO PIENO

In queste situazioni c’è poco da essere positivi. La scelta ovvia non poteva che ricadere, per il momento, su bandiere acclarate. In bocca al lupo a Stefano e GiIl ne avranno bisogno.

Mezzo vuoto

Sinceramente non ce lo aspettavamo. Anche se, i sempre bene informati già avevano sentori strani. In pratica una mezza rivoluzione: Medico Sociale, Addetto stampa, Responsabile giovanili e ora, il colpo ad effetto: l’esonero dell’Allenatore da secondi in classifica. Ad un passo dal vertice. Sinceramente ho trovato la scelta coraggiosa e forse azzardata. Inopportuna per il momento visto che siamo al giro di boa e secondi in classifica in mezzo al guado del mercato. Forse si poteva essere più calmi e magari cercare un punto di incontro senza stravolgere tutto. Ma dalle dichiarazioni ufficiali sono emerse delle criticità già deteriorate da tempo e che non avrebbero sicuramente giovato se trascinate. Sono dell’avviso che i ruoli sono importanti: alla società e patron il dovere di allestire una squadra competitiva. Allo staff tecnico l’onere di schierarli in campo senza interferenze e eventualmente definire le modalità per raggiungere lo scopo. La vittoria del campionato. Ora tutto potrebbe complicarsi. Certo, col senno di poi, certe scelte tecniche e infortuni vari dovranno essere e saranno oggetto di riflessioni. Non me la sento di criticare il mister che, come il gioco delle parti suggerisce, ha evidenziato alcune problematiche. Anche la proprietà può avere le sue ragioni, convinta di avere allestito una squadra forte, competitiva in ogni reparto ed essersi spesa in tal senso. Ma, quando si intraprende una strada bisogna sapere chi siamo dove siamo e soprattutto dove vogliamo arrivare. La scelta di Gilardino è stata una scelta che avrebbe potuto portare lontano ma anche che poteva essere oggetto di facile criticità. Nel senso che si sta parlando di un calciatore, campione del mondo e che sicuramente è venuto a Siena convinto di sposare un progetto lungimirante per affermarsi a prescindere da qualsiasi torna conto economico o di prestigio. Questo probabilmente gli ha dato una forza contrattuale che ha finito per compromettere il rapporto con una proprietà ambiziosa e sicura di avere agito al meglio. Tutto qua. Anche il modo, civile, con il quale almeno apparentemente si sono salutati ne è riprova. Ora aspettiamo ansiosi l’evolversi ma già dalla prossima settimana potremmo avere qualche indicazione. Vedremo se le cose vanno come tutti ci aspettiamo e aneliamo, e magari questa sarà solo una spiacevole parentesi.  Io lo spero.

Fonte: FOL