Il  Bicchiere a cura di Federico Castellani

Bene. Benissimo. Non sono uno amante delle statistiche ma credo fossero anni che non avevamo una partenza così a razzo in un campionato professionistico. Si respira un’aria euforica con volti finalmente distesi e compiaciuti alla fine della partita. Non è poco considerando da dove venivamo. Anni di incertezze quando andava bene. Mortificazioni nella maggior parte dei casi. Il tempo volge al bello anche se mai dire gatto finchè non lo hai nel sacco. Ora ci aspettano conferme e qualche inevitabile contrattempo ma se il buondì si vede dal mattino ….

Mezzo pieno

Continua la strisciata positiva. Segno che, quando si semina bene generalmente si raccolgono i frutti. Società rinnovata e che si è affidata a gente che sa il fatto suo con giocatori che da qualche tempo non si vedevano calcare i verdi prati del Rastrello. Onore al merito dunque. La nostra gente, dal palato fine  (anche troppo a volte) e mai incline al positivismo, ha comunque risposto presente con un buon numero sugli spalti. Niente di trascendentale ma però contentiamoci visto le bufere che abbiamo passato.

Mezzo vuoto

Tralasciando l’aspetto meramente sportivo sicuramente positivo resta però da stigmatizzare, e con forza, il contorno strutturale. Un Rastrello inguardabile. Allo sfascio. E non parlo del terreno di gioco. Parlo delle sedute, sporche, rotte, consunte. Che rovinano i vestiti. Ai limiti delle decenza. Parlo di un tabellone arrugginito, tristemente spento sopra una scoperta chiusa e con una pubblicità ai lati cadente. Parlo dell’intorno, sotto le tribune e nelle scarpate sede di cartacce, bottiglie, erbacce, strati di foglie pronte a costituire letame. Per finire parlo anche dei pennoni sopra la coperta. Pennoni adibiti un tempo a sorreggere il Tricolore e la Balzana svolazzanti. Ora tutto triste. Sfascio e sporco. Una decadenza che non fa onore alla Città di Siena. Alla nostra cultura. Qualcuno obietterà infastidito alle nostre proteste che però fanno solo eco all’indignazione popolare del pubblico ieri presente. Non dai Fedelissimi o da tifosi. Dai Senesi. Da cittadini che pur pagano. Chiamasi Stadio Comunale vorrei ricordare. Ieri sono stato esortato più volte da molte persone, munite del sacchetto della NU per potersi sedere, a sollecitare un intervento deciso di manutenzione ordinaria. E noi lo cogliamo anche da queste pagine. Da cronisti. Non sappiamo se il compito di mantenere dignitoso il nostro vecchio e caro Rastrello fa parte della Società o dell’Amministrazione comunale. Certo che il degrado viene da lontano. Non è imputabile all’ attuale gestione sportiva o amministrativa comunale che sia. Viene da anni e anni di colpevole incuranza e tutti sono colpevoli. Passate Società e passati Amministratori della città di Siena. L’attuale società o Amministrazione l’ha semplicemente ereditato ma ora qualcuno ha l’occasione buona per farsi bello. Società Robur e/o Amministrazione. Certamente non è responsabile chi paga il biglietto o l’abbonamento e quando paga lo fa con i soldi buoni. Non sporchi, rotti o falsi. E ha diritto, si diritto avete letto bene, ad un posto dignitoso per vedersi uno spettacolo. Senza sedersi muniti del sacco della spazzatura al seguito. Meritiamo come cittadini più che da tifosi, di più. Non vogliamo un salottino ma solo un luogo decente. Domenica era semplicemente INDEGNO. Speriamo alla prossima di vedere un posto più igienico, salubre e meno squallido con un degrado che ricorda le periferie delle metropoli. Ieri, e da molti anni non lo è. E’ ora di rendere ospitabile il vecchio, caro Rastrello.

Fonte: FOL – Foto Il Bianconero