Il Bicchiere a cura di Federico Castellani

Noi tifosi ci nutriamo di calcio. Possibilmente giocato. Se non si gioca tuttavia ne parliamo sempre discutendo su varie tematiche. Nel caso nostro appartenendo ad una razza che appena si nasce, dal primo vagito, ha subito da polemizzare è evidente che si diverte a parlare di calcio, squadra, giocatori e tutto quello collegato. Un gran parlare spesso con fare polemico e disilluso. Perché la peculiarità della nostra città è che allo stadio si va in mille. Ma del Siena Calcio se ne parla in trentamila. In questo momento il campionato è fermo e certo non è possibile parlare di calcio giocato. Dell’ultima partita intendo. Allora si fanno congetture, analisi, dibattiti su quello che è stato ma soprattutto su quello che sarà. Sui progetti che verranno, sulle persone, sui cambiamenti eventuali ed auspicati. Ci attacchiamo perciò a tante chiacchiere spesso smentite o talvolta confermate dai fatti, nel desiderio che se oggi critichiamo, e non potrebbe essere diversamente, siamo pronti a innalzare le bandiere e i nostri canti se le cose vengono fatte per “benino”. E soprattutto arriviamo primi. Come per incanto tutte le polemiche si trasformeranno in applausi e canti di gioia.

Mezzo vuoto

Il campionato fermo mi rattrista oltre ad un risultato finale che forse neppure il più pessimista dei detrattori osava tanto. Ma tant’è. I punti e la posizione di classifica son lì a dimostrarlo: arbitri o non arbitri. La squadra è questa. I valori sono questi. In pratica noi siamo questi. Da quinta sesta posizione. In serie D. Scusanti certo. Ma mai abbastanza per giustificare il fallimento di questa stagione.

Mezzo pieno

Si sentono tante voci. New entry possibili, possibili cambiamenti anche formali: il logo e il nome per esempio. Sarebbe già qualcosa. E magari il recupero del vecchio caro amato STEMMA. A che punto sarà la querelle giudiziaria? Boh!. Non mi sembra che Napoli, Fiorentina e Reggiana abbiano aspettato tanto ma, non conoscendo la materia giuridica, mi zitto. Recuperarlo ad un’asta sarebbe un’opera simpatia non indifferente. Poi staremo a vedere cosa cambierà e se è stato finalmente compreso che nel calcio in queste piazze ci vogliono: capacità, organizzazione, quattrini ( soprattutto saperli spendere) e fortuna che non guasta mai. Forza Siena Forza la Robur.

Fonte: FOL