Il  Bicchiere a cura di Federico Castellani

Uffa. Che barba che noia che barba. Ancora una domenica infausta. Ancora una squadra di paese che viene a dettare legge. Ma chi di dovere non si stancherà di vedere, subire queste situazioni? La inevitabile contestazione condita da cori ad i soliti IGNOTI che non si presentano mai non gli verrà a noia? Perché sarà così fino alla fine sia chiaro. La squadra si presenta ad un faccia a faccia con i tifosi esasperati ma rappresentano un facile sfogo. E logicamente la contestazione si sgonfia perché alla fine non riesci a colpevolizzarli tanto di più. Magari qualche giocatore farebbe meglio a mordersi la lingua invece di esasperare gli animi già gonfi come rospi bottai. Ma il problema, quello vero, quello che preoccupa tutti noi non sono i giocatori che vanno e vengono. Un giorno sono eroi e l’altro dei traditori. Il problema sembrerebbe essere altro. Siena e la sua gente non vuole uno stadio con welness e altre diavolerie. Queste sono cose da immobiliaristi. Va bene. Niente da eccepire. Fatelo rosso, verde o giallo. Ma prima a noi interessa la maglia. Quella bianco nera possibilmente in una categoria dignitosa e non in serie D navigando per giunta a mezza classifica. Il resto sono solo chiacchiere per le trasmissioni e qualche giornale. Non ci incantate con queste promesse.

Mezzo pieno

Possiamo fare un’altra domanda? Grazie

Mezzo vuoto

Ennesimo patatrac. Ma la squadra è questa. Noi siamo questi. E gli altri sono mediamente più forti. Più organizzati. Più squadra. Per vincere nel calcio, in qualsiasi categoria e soprattutto in una piazza come Siena dove ci sono due giornali due emittenti radio televisive che parlano di calcio ogni giorno, vari gruppi di tifosi più o meno organizzati e una recente storia alle spalle illustre ci vogliono alcune cose. Vediamo di sintetizzarle. Ci vuole e mi raccomando in questo preciso ordine dal più importante 1) Competenze 2) Organizzazione delle stesse 3) Quattrini 4) Fortuna. Ripeto in questo ordine. Ognuna è funzionale della successiva. Se cambiamo l’ordine e vogliamo vincere con la Fortuna, spendendo una mare di quattrini magari ma con poca organizzazione e scarse competenze di base il risultato non potrà essere mai il raggiungimento dell’obiettivo. Ma piuttosto il fallimento dello stesso. Vorrei sbagliare ma credo che sia il nostro caso. Un po’ come con la precedente proprietà. Quattrini, passione ma poche competenze. Il risultato è stato drammatico.

Ora concludiamo questo campionato relegandolo come uno fra i più squallidi della nostra centenaria storia e cerchiamo di fare in modo che il Montevarchi non festeggi proprio qui la promozione.

Fonte: FOL