Il bicchiere a cura di Federico Castellani

Il Bicchiere

Quando non ce la fai a vincere accontentati di muovere la classifica. Soprattutto quando incontri una squadra organizzata, schierata in campo per confonderti le idee bloccandoti il centrocampo. Schierata a cinque contro i tuoi tre. Cosa che si è visto dopo il primo quarto d’ora in attesa magari di un cambio tattico. Cambio che è arrivato a secondo tempo abbondantemente trascorso. Ma va bene. Chiudiamo primi e quindi ok.

Mezzo pieno

Una buona tenuta fisico atletica e come già detto, tutto sommato, il punto portato a casa. Esordi e conferme positive come Gibilterra e Martina. Ragazzi di gamba che potrebbero offrire variazioni sul tema.

Mezzo vuoto                                 

Mi aspettavo un cambio tattico più tempestivo e deciso anche se, con la complicazione delle quote non è sempre facile cambiare in corsa. Una specie di cubo di Rubik. Mi viene un sospetto: le partite casalinghe ci hanno fatto vedere sempre una squadra sotto lo standard delle trasferte. Spesso lunghi, slegati fra i reparti con errori di misura evidenti. In trasferta invece tutta un’altra musica. Compatti rognosi ben messi. Quale potrebbe essere, se c’è, una ragione di risultati esaltanti fuori e modesti in casa? Il campo forse. Abituati a allenarsi e preparare le partite in dimensioni ridotte come al Bertoni sarebbe ipotizzabile perdersi in un campo largo e lungo in erba come il Rastrello? Scandicci, Flaminia e lo stesso di Cannara erano campetti infami. Ma abbiamo dominato. Questione di geometrie. Non sarebbe il caso anche di provare allenamenti anche al Rastrello? Un’ipotesi. Fantasiosa forse. Ma da provare secondo me. Comunque per ora “salutate la capolista!” anche se la strada sarà lunga e tortuosa. Buon Natale!

Fonte: FOL