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Il Bicchiere a cura di Federico Castellani

Riprende la regular season dopo un ottimo inizio di campionato e un brusco stop di risultati, di gioco e di goal. Il piatto piange nonostante una vittoria prenatalizia. Le attese erano tante, in primis per l’atteso rientro di Michielan, elemento imprescindibile in questa squadra. Poi anche per l’inserimento di Andolfi, che lasciava sperare in un cambiamento di gestione della partita. Purtroppo i frutti non sono stati quelli sperati; solo in rare occasioni, infatti, la manovra ha permesso di battere a rete nonostante un gran lavoro del centravanti che provava a far salire la squadra. Di contro il Tau si è presentato pericolosamente centrando una traversa e fallendo occasioni molto propizie. E rendiamo grazie all’arbitro per una evidente trattenuta su l’ultimo uomo. Prendiamo insomma questo punto contro una formazione che si è dimostrata forte e in una partita in cui abbiamo palesato i soliti cronici difetti di squadra.

Mezzo vuoto

Il centrocampo ha faticato spesso sulle seconde palle e, anche battendosi, era poco propositivo in fase di costruzione e spesso molle in fase di contrasto. Non ha quasi mai accompagnato l’azione sugli spazi creati preoccupandosi di non disunirsi ma lasciando comunque alcune azioni pericolose al Tau. Lo spostamento, ad esempio, di Conti in mezzo (in passato un mediano, e si vede) potrebbe dare consistenza, muscoli e centimetri al reparto.

Mezzo pieno

Un buon rientro di Michielan, al netto di una grossa sbavatura finale. Un gran lavoro di Andolfi che si batte da leone, anche se non è un goleador chiaramente. Ci vuole un po’ di qualità davanti che invece latita. Rimaniamo così il quart’ultimo attacco fra le squadre di questo girone, con sole 15 reti all’attivo: un po’ poco. I numeri non mentono.

Ora entreremo in una fase del campionato più abbordabile per le nostre forze e nella quale sarà necessario mettere fieno in cascina con qualche vittoria, soprattutto in casa, per raggiungere agevolmente la quota salvezza. Poi vedremo.

Forza Siena e Forza la Robur

Fonte: Fol