Finalmente una schiarita dopo giornate, ben otto, grigie e tumultuose. In terra umbra, mai lieve per le nostre bandiere, abbiamo rivisto una squadra, che si propone da squadra e che gioca da squadra. C’è voluta una mezz’oretta buona ma poi, una volta sbloccata, la squadra è andata progressivamente a migliorarsi. Non sappiamo se i due innesti l’abbiano in qualche modo rivitalizzata ma, sicuramente, il neo centravanti, strutturato e un po’ ruvido coi piedi, ha dato profondità. Allo stesso tempo, non è un caso che il “povero” Noccioli, uomo dalle mille posizioni, si sia ritrovato finalmente concentrato in quello che è il suo vero ruolo, dietro l’attaccante sfruttando gli spazi con il fido compagno Vari, sollevato dall’ingombrante posizione del falso nove che non fa al suo caso. Il mattatore, tuttavia, è stato Mastalli. Colpevolmente tenuto in naftalina a fare i giri intorno al “Bertoni” per ben tre mesi per una bizza economica, improvvisamente i quadri tecnici se ne sono accorti e l’hanno reintegrato, cospargendosi il capo di cenere. Verrebbe da dire finalmente, con un po’ di umiltà. Meglio tardi che mai. Così come l’atteggiamento tattico in campo, finalmente consono alla categoria, ai campi e agli avversari. Brutti, sporchi e cattivi. Mai commento dell’avversario – Calori – fu più azzeccato: “il Siena ha fatto il Trestina”. Speriamo serva a crescere. Sia nei giocatori ma soprattutto nei loro tattici comandanti.
Mezzo pieno
Una squadra che – speriamo – sta ritrovando se stessa. Gli innesti e un po’ di sana esperienza e personalità in campo han fatto il resto. Ce ne vorrebbe dell’altra, soprattutto in un centrocampo sempre troppo leggero, ma la logica finanziaria impone saldo zero: uno esce e l’altro entra. La nordica proprietà non si smuove da questo concetto finanziario e allora vediamo se il DS riesce a portare qualcosina in più a livello di esperienza, sostanza e fisico a centrocampo. Nel passato abbiamo avuto un DS che, in serie C, andava al mercato con le tasche vuote ma che riusciva sempre a far tornare i conti. Gradita la consapevolezza dei quadri tecnici che abbandonano fioretto e ricami e badano al sodo. Cambiare è sintomo di intelligenza.
Mezzo vuoto
Una mezz’ora dove le scorie di una situazione difficile e al limite della rottura coi tifosi, ancora una volta presenti in buon numero, faceva intravedere una partita scialba. Poi la liberazione e piano piano abbiamo ottenuto e bene quello che i tifosi vogliono: non solo bel gioco e trame, ma soprattutto risultati, come in ogni piazza del mondo. Siena non fa differenza, anzi, se possibile – specie in 4a serie – lo esigiamo. Se vinci si applaude, se perdi e male ti contestiamo. Equazione semplice.
Forza Siena e Forza la Robur
Fonte: Fol
