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Il Bicchiere a cura di Federico Castellani

Un altro stop, dolorosissimo, e che sancisce, quasi inesorabilmente, qualsiasi velleità sul campionato in corso. Se il Grosseto, fin da subito, era quasi certo avrebbe fatto corsa a sé, la recondita speranza che avremmo potuto salvare le posizioni play off (per quel che valgono) è oramai sbiadita. Troppo il divario di carattere, capacità, furbizia, prestanza atletica ed esperienza con i nostri giovanotti. Era un rischio, ma l’inizio spedito ci aveva un po’ illuso. Poi, come i ciclisti alla prima curva in salita, siamo caduti. Rovinosamente. Sette partite, tre punti: media da retrocessione. Ora c’è solo da cercare di non essere risucchiati nella bagarre di quelli dalla cintola in giù. Salvate il soldato Ryan. La squadra è apparsa confusa, contratta, spersa fin dai primi minuti. Le manovre tattiche operate non hanno sortito effetto. Certo, meno giro palla lezioso, meno triangoli e tanti palloni lunghi, ma i risultati sono scarsi. Sembra quasi che anche lo staff tecnico sia in grave difficoltà e la squadra non riesca più a seguire un credo tattico che un tempo dava risultati. Poi, come da un nefasto intreccio di infortuni, scelte sbagliate, sfortuna e prestazioni modeste spesso solo affidate ai nervi , il quadro si è terribilmente complicato. A tutto questo quadro sportivo c’è poi da aggiungere soprattutto un’inefficiente conduzione societaria, cosa che sicuramente aggrava la situazione. Sono di poche ore fa alcune notizie in tutti i media che certo potrebbero spiegare un certo distacco della testa del pesce dalle vicende del campionato. E così restiamo tutti attoniti. Non ci giungono voci di improbabili rinforzi, anzi, percepiamo una dirigenza arroccata a risparmiare. Il quadro societario sembra distante più che mai da quello sportivo, al di là di dichiarazioni di facciata e sorrisi compiacenti. E tutto ciò allarma e demoralizza tutto l’ambiente.

Mezzo pieno

Solo Paolucci e Rossi meritano una carezza. Sul resto meglio stendere un velo pietoso.

Mezzo vuoto

Una squadra nervosa, contratta, confusa, incapace di reagire sia sul piano tecnico che quello fisico. Ora ci aspetta il Camaiore in uno stadio deserto per l’orario e la giornata scelta. Camaiore sia. Squadra neo promossa della Versilia che però ha già fatto vedere – come a Grosseto – capace di battersela alla morte e così sarà da qui in avanti. Con tutte.

Forza Siena e Forza la Robur

Fonte: Fol