Prestazione notevole quella della Robur contro il Sansepolcro. Se non la più bella, certamente la più convincente. Dal primo al novantesimo abbiamo stabilito le forze in campo: noi più forti, loro a cercare di portare a casa un risultato utile. Non c’è stata tregua fin dal primo minuto. Impressionano la concentrazione, la dedizione e la convinzione dei ragazzi sul gioco richiesto da Bellazzini, sicuramente il classico sergente di ferro che addestra i suoi ragazzi senza un attimo di tregua. Si è vista quindi una squadra convinta e per di più in fiducia, elemento essenziale. Tutti per uno, uno per tutti. Non ci sono star, ma tanti soldati ognuno al suo posto. E questo si può notare dalla crescita di alcuni elementi, uno su tutti Loconte: dribblomane nato, ma che sembra aver capito sempre di più quello che il Sergente vuole da lui. Non dribbling ubriacanti e svolazzi spesso inutili ma intelligenza tattica al servizio di una tecnica invidiabile. Ma anche Rossi, che dopo un paio di partite timide entra e svolge con rabbia e precisione il suo ruolo. Insomma mi allineo con quello dichiarato dal Sergente Bellazzini: una prestazione di notevole spessore… e si è visto anche dagli spalti . Poco importa se abbiamo concesso due ripartenze perché quando in porta c’è Michielan siamo sicuri che è possibile ma sicuramente difficile superarlo. Infine, una nota di merito ad un avversario ostico, chiuso e arroccato ma che mai l’ha messa (come altri, vedi Terranuova) sulla scorrettezza e l’antisportività. Onore quindi al Sansepolcro e un sincero augurio di fare un dignitoso campionato con una salvezza meritata.
Mezzo vuoto
Il neo affiora sulla grande quantità di occasioni sbagliate dai nostri prodi e frutto di un dominio pressoché totale. E questo in un campo di ridottissime proporzioni ma che abbiamo studiato e saputo gestire al meglio se pur contro una squadra, come molte in questo girone, che vende cara la pelle chiudendosi a riccio nei piccoli fortini, gettando palloni lunghi alla ricerca di un allungo. Può accadere, certo, ma se i numeri non mentono (due goal subiti, di cui uno da calcio da fermo), non sembra una tattica producente.
Mezzo pieno
Impressiona lo stato psicologico della squadra, oltre al lavoro e alla cura maniacale dei particolari dello staff dal Sergente in giù. Concentrazione, dedizione e applicazione. Se sono rose fioriranno. L’entusiasmo cresce anche fra i tifosi e siamo sicuri che sapremo essergli vicino anche quando magari ci saranno cali. L’impronta c’è e questo è l’importante. Il futuro è orami alle porte e il mese di novembre dovrà essere l’ultimo scalino da salire, dimostrando di essere grandi anche con le Star dai contratti folli per questa serie.
Ora contro il Ghiviborgo, partita dai mille risvolti: ex allenatore, ex giocatori fra tutti. Ma domenica dovremo fermare le temibili armi veloci che già in amichevole avemmo occasione di osservare. Da oggi si ricomincia in attesa di buone notizie dall’infermeria.
Forza Siena Forza la Robur
Fonte: Fol
