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Il Bicchiere a cura di Federico Castellani

Trasferta insidiosa. Non tanto per il valore degli avversari, anche se annoveravano nomi eccellenti per la categoria. Era insidiosa per la Robur di mister Bellazzini che si presentava senza tre titolari, fra i quali la star del momento: Nardi. I giovani bianconeri, tuttavia, hanno sciorinato una buona performance che si è trasformata col passare dei minuti in una bella prestazione. Dopo un primo tempo in cui abbiamo preso le misure senza mai scomporci, nel secondo tempo è stato un show di occasioni sbagliate per un soffio o neutralizzate da un ottimo Pacini che sembrava sempre metterci una pezza. Ma, alla fine, grazie ad una manovra insistente, ordinata, meticolosa e incalzante la palla giusta è arrivata a quel “folletto” di Ciofi che, con un gran sinistro, ha finalmente superato il portiere avversario. Dopo è successo ben poco, al netto di qualche ripartenza, soprattutto quando è finalmente entrato quel Menghi che permetteva a Noccioli, sagace mezzala, di riappropriarsi del suo vero ruolo e la manovra è sembrata subito più veloce e per il Gavorrano Follonica è stata notte fonda.

Mezzo vuoto

Troppe occasioni non concretizzate. Vuoi per la mancanza di un punto centrale di riferimento, vuoi per qualche banale errore o di qualche miracolosa parata. Un’unica distrazione, proprio allo scadere fra Michielan e Conti che per poco non ci beffava. Unica vera occasione di un inutile, quanto velleitario, forcing avversario. Alcuni giocatori talvolta sembrano intestardirsi a fare la giocata; forse un peccato di gioventù ma che non si addice al gioco di squadra incentrato sulla geometria come un gioco di Goriziana dove si deve essere precisi e rapidi.

Mezzo pieno

Impressionano sia lo stato atletico dei giocatori, che spingono fino all’ultimo incuranti dell’avversario, sia di quel mai troppo lodato portierino che sembra proprio un libero aggiunto con rilanci precisi. Il famoso piano B che serve in qualche modo ad oltrepassare le compatte linee avversarie a centrocampo, che non cercano mai di pressarti in fase costruttiva preferendo la vigile attesa. Di Ciofi è superfluo parlarne: un incubo per gli avversari con continui strappi, corse, cross e tiri. Con grande intelligenza tattica quando rinuncia a infilarsi in pericolosi dribbling perché vede di essere raddoppiato e preferisce l’appoggio comodo e sicuro per ricominciare a tessere la “Bellazzini tela”. Ma forse è presto per emozionarsi aspettando gli squadroni che arriveranno, ma – oggettivamente – al momento, c’è da essere soddisfatti.

Forza Siena Forza la Robur

Fonte: Fol