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Il Bicchiere a cura di Federico Castellani

Stiamo arrivando alla fine di questo torneo che ci lascia più ombre che rari raggi di luce. Troppo pochi i momenti in cui abbiamo alzato orgogliosi i cori e le nostre bandiere sia pure in campi che tutto avevano meno che essere campi da calcio. Scrivo mentre rimbalzano ovunque le news dell’esonero di Mister Magrini. L’uomo dei sogni che venne acclamato un pomeriggio dell’anno passato. Ma questo è il calcio e non stupisce. Paga l’anello più debole e facile ma è evidente che le colpe di un anonimo campionato sono da ricercare anche altrove. Lascio a Lorenzo un sereno ed equilibrato saluto a Magrini senza disconoscere il suo attaccamento alla città e ai colori bianconeri. Se lo merita. Ma la vita come sempre va avanti e il calcio è solo un momento che non fa differenza. La partita di domenica ha avuto un percorso da infima categoria, in un campo da prima categoria contro un avversario improbabile a cui abbiamo donato i punti per salvarsi (ben sei in due partite). Eravamo quasi in cento con un attaccamento che ci fa onore. Eravamo riusciti a indirizzarla per attaccarsi ancora a quel risultato che ci avrebbe permesso di dare un senso alla stagione. Abbiamo battagliato, è vero, ma dando un impressione quasi di isteria franando in quelle famose “palle inattive” che a più riprese hanno contraddistinto il cammino. Potevamo fare un risultato eccezionale bissando la promozione. Ma i labronici erano, loro sì, con giocatori fuori categoria. Oppure potevamo arrivare secondi o terzi raggiungendo una dignitosa posizione, lo avremmo accettato. Ci dobbiamo invece accontentare, ahimè, di non essere invischiati nella lotta per non retrocedere in un campionato di serie D anonimo.

Mezzo vuoto

Squadra quasi isterica che nonostante il momentaneo vantaggio non ha mai imposto il gioco anche quando il Trestina (!) era allo sbando. Forse siamo questi e fra Trestina e Siena c’è solo il nome.

Mezzo pieno

Qualche giocatore, Bianchi e Boccardi su tutti e pochi altri, che ha provato a giocare o mettere un po’ di ordine in una partita più vicina al rugby che ad una partita di calcio. Il resto tante palle lunghe.

Da oggi sarà un altro giorno e un’altra storia. Non poteva che essere Gill, il guerriero di tante stagioni, a guidare la truppa fino alla fine e che spero non sia in disarmo. Poi speriamo che il futuro non ci riproponga spettacoli simili in campi simili. Forza Siena e Forza la Robur.

Fonte: Fol