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Il Bicchiere a cura di Federico Castellani

La strada si fa in salita. Raggiungere il minimo risultato di questa stagione, ovvero rientrare nella griglia dei playoff, seppur esercizio inutile, appare impresa ardua. La prestazione contro il modesto Figline ha denunciato nel complesso uno stato psico fisico deficitario dei giocatori. Se in altre partite si poteva dire che la prestazione c’era stata, domenica, soprattutto nel secondo tempo, non si è vista. Squadra scolastica, lenta, impacciata e priva di nerbo. Anche quando eravamo in superiorità numerica negli ultimi dieci minuti utili. Niente. Encefalogramma piatto. Eppure dalla Curva si è levato fino all’ultimo secondo l’incitamento. La gente ci ha creduto fino in fondo. Solo l’inserimento di qualche giovanotto ha dato un minimo di forza e voglia. In poche parole è mancata, domenica ancora di più, la famosa “garra”. Siamo usciti tutti dal campo e dagli spalti a testa bassa mortificati.

Mezzo vuoto 

Un vistoso calo nel secondo tempo che ha interessato tutti gli interpreti in campo. Non c’è da salvare nessuno e gli ingressi operati non hanno sortito alcun effetto. Anzi.

Mezzo pieno

Un sufficiente primo tempo giocato a sprazzi sulle solite accelerazioni di Boccardi e una buona regia di Bianchi. Poi tante corsette e passaggi giro palla. Ora non rimane che sperare e aggrapparsi ad una serie di risultati fuori e dentro il campo per salvare la dignità bianconera e poi cominciare a pensare alla prossima stagione già dalla fine di maggio con la definizione dei quadri tecnici e societari futuri. Forza Siena e Forza la Robur.

Fonte: Fol