“Quando incontri un uomo col fucile, quello con la pistola è un uomo morto”. Il Livorno aveva il fucile. Niente da fare contro i labronici, sinceramente più forti: tecnicamente, atleticamente e psicologicamente. La partita è durata poco più di 30 minuti dove abbiamo oltrepassato la nostra metà campo, sì e no, 3-4 volte. Poi è stata una difesa poco lucida, confusionaria e pressapochista. Troppo forte questa anomalia del campionato. Non fu così all’andata checché ne dica l’uomo di Certaldo. Ora ha giocatori troppo più forti e alternative altrettanto valide e forti, in condizioni psico fisiche eccezionali, da mettere solamente in campo con una logica. Allora arrivederci Livorno, buona fortuna in serie C.
Mezzo vuoto
Squadra contratta, quasi intimorita e spaurita. Abbiamo toccato con mano certe differenze tecniche con gli amaranto. Non c’è da sentirsi troppo depressi quando i divari sono così netti: sia individuali che di gruppo. I punti di distacco sono eloquenti e inusuali in serie D.
Mezzo pieno
Boccardi, non solo per come ha infilato la porta su punizione, ma anche per i movimenti e la precisione espressa nel caos bianconero. Poi Di Paola che, seppur un paio di volte uccellato da un Russo scatenato, ha cercato di lottare da par suo. Infine Bianchi che, pur non esaltando, ha cercato con l’esperienza ed una certa fisicità di opporsi ai labronici. Ora ci aspetta però un altro avversario, meno tecnico, meno atletico e meno forte. Quindi ci aspettiamo un’altra partita, senza se e senza ma. Scrivo mentre leggo l’ufficialità dell’ennesimo blocco di trasferta. Magari si prende l’occasione per visitare la ridente località di San Giovanni Valdarno. Non credo sia vietata una gita fuori porta.
Forza Siena e Forza la Robur
Fonte: Fol
