Il Bicchiere a cura di Federico Castellani

Il tempo passa. Le giornate si allungano meteorologicamente ma si accorciano quelle del calendario. Oramai mancano “solo” 13 giornate alla conclusione. 39 punti disponibili. Anche vincendole tutte si arriverebbe a 69 punti. Probabilmente non sufficienti per una promozione diretta. Fra la sosta e la ripresa vediamo di fare un mini consuntivo di quest’annata guardando con fiducia al futuro prossimo venturo che bussa già alle porte.

Mezzo vuoto

Sicuramente l’annata è andata storta. Nessuno, anche i più prevenuti e negativi, potevano intravedere o immaginare il caos che si è prodotto in circa 45 giorni di follia. E stato buttato via un campionato per delle picche da bambini. Il rientro tardivo del figliol prodigo Gilardino purtroppo ben poco poteva fare a fronte di un terremoto di questa fatta. Sono venuti a galla al tempo stesso tutti i mali di una squadra fatta rapidamente e commettendo errori ai quali troppo tardivamente si sta cercando di riparare. E’ stato gettato via il lavoro e i risultati che incredibilmente, nonostante tutto, ci tenevano in scia per un possibile allungo finale facendo opportuni accorgimenti. Allungo che ora appare impensabile anche con gli acquisti fatti.

Mezzo pieno

La squadra è in ripresa. Il Gila ora dovrebbe avere i numeri e i giocatori per fare risultati a prescindere. Quarti, terzi secondi. Gli innesti sembrano essere azzeccati. Soprattutto nel mezzo. Solo sulla difesa mantengo qualche riserva. Ma dalla cintola di centrocampo fino al settore offensivo siamo nettamente migliorati e forse abbiamo gettato le basi di un gruppo da non dilapidare e per non inficiare il prossimo campionato. Ora tocca a lui.  Il prossimo campionato potrebbe vederci, aimè, ancora in questa serie D salvo sorprese di ripescaggi. Certo non c’è da vantarsene ma la storia ci insegna che molte squadre si sono avvalse di queste situazioni. Foggia, Modena, Reggiana, Arezzo……Quindi saremmo in ottima compagnia ed è inutile fare gli ipocriti. Se ci ripescano ben venga. L’obiettivo del Gila è quindi questo: arrivare in alto. Più in alto possibile e dovrebbero esserci le condizioni a partire da domenica con l’ultima in classifica. Ma a fronte di questo c’è da riflettere che quest’annata ci insegna che il calcio non si improvvisa. Va programmato, esaminato e costruito. Solo con gente esperta, poco banale e molto concreta si riesce a fare il” magico accordo”. Improvvisati, furbetti, inesperti o quelli che credono di avere sempre la risposta in tasca sono destinati, prima o poi a fallire. Io mi aspetto molto a partire da ora.

Fonte: FOL