Continua questo sale e scendi, una sorta di vinci perdi. Peccato perché alla luce dei risultati potevamo essere ancora lì, con soli tre pareggi o una vittoria. Occasioni che si perdono e che fanno riflettere e amareggiare. Fuori casa al momento la squadra si trasforma nonostante gli intoppi occasionali (vedi Di Gianni e Lollo) dell’ultimissima ora. Però la squadra non si è smarrita per buona parte della gara, anzi, i sostituti si sono ben calati andando perfino a gettare l‘occasione del penalty tanto atteso. Poi, col passare dei minuti, come affetti dal braccino del tennista, ci ritiriamo indietro a protezione del fortino e per poco non subiamo la beffa all’ultimo secondo dell’ultimo minuto. Come a Figline e come a Gavorrano. Quindi gli episodi non sempre ci girano contro. Anzi. Ripartiamo dai primi 75 minuti e, per una volta, cerchiamo di chiudere le partite.
Mezzo vuoto
Come già espresso gli ultimi 15 minuti sono, a prescindere da chi abbiamo davanti, un patema d’animo. Ci arrocchiamo dietro in un proliferare di mosse tattiche tese a conservare più che a proporre. Lasciamo almeno 20 metri agli avversari. Buon per noi che una volta c’è un fuorigioco millimetrico, un’altra Morosi santo subito e infine un Giusti polipo.
Mezzo pieno
Tutto sommato un discreto Siena combattivo e tenace per buona parte della gara. Su tutti Di Paola e, a corrente alternata, anche Ricchi che quando ha praterie può far male e sembra molto più a suo agio come mezzala che terzino di fascia. E infine un mai troppo lodato Giusti. Ora i “rinati” maremmani che, con un buon seguito sicuramente, vorranno fare l’ennesimo sgambetto casalingo; ma in campo si va in undici contro undici. Chi verrà vedrà.
Forza Siena e Forza la Robur
Fonte: Fol
