Dopo qualche anno ritorna questa partita che non ci fa onore disputarla. Ma questi sono i tempi. Sinceramente non abbiamo disputato un buon match e sicuramente, ai punti, l’avversario avrebbe meritato di più. Tante, forse troppe le attenuanti ma le chiacchiere stanno a zero, come si dice. A parte la grande risposta del pubblico quasi inattesa, in campo la Robur ha balbettato per più di metà gara. Una volta passati in vantaggio poi si è spenta la luce e siamo stati in balia dell’avversario per moltissimi minuti salvandoci spesso in maniera rocambolesca. Un po’ troppo nonostante le attenuanti che pur ci sono. Sinceramente un brutto Siena che poi fino ad ora ha fatto vedere cose buone ma a sprazzi e con iniziative personali e una buona difesa. Ma il calcio è questo e, come dice l’amico Daniele Magrini, è una metafora della vita. Non conta il passato, Il futuro è un’incognita: conta solo il presente ed il presente racconta una squadra un po’ traballante, indecisa poco propositiva. Speriamo che Magrini sappia trovare correttivi soprattutto a livello caratteriale e quando la Dea Bendata ti dà una mano sul campo facendoti andare in vantaggio, non si arretri di venti metri. Non sempre là davanti trovano il guizzo vincente.
Mezzo pieno
Una grandissima prova di Stacchiotti che, da essere un oggetto misterioso, si sta ritagliando un ruolo decisivo. Ad Orvieto e come ieri sera. Un voglioso Boccardi e qualche certezza in difesa al netto di un centrocampo molle.
Mezzo vuoto
La squadra sembra sulle gambe e sgonfia anche a livello psicologico. Timida e paurosa senza interpreti di carattere in grado di dare scosse. Un po’ boy scout insomma. Strano perché va contro il Mister tutto carattere e garra ma che in questo momento non riesce a trasmettere. Domenica sarà importante verificare lo stato psico fisico della squadra mentre i Labronici cavalcano e sembrano i predestinati. Ad oggi. Vedremo se a ranghi completi abbiamo la forza per stare in scia. Forza Siena, forza La Robur
Fonte: FOL
